Design, piccole e medie imprese: Una su quattro è lombarda. Export record, ma la guerra fa paura
Salone del mobile 2026
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SeguiciMilano, 22 aprile 2026 – Mobili, lampade, arredo. Il design made in Italy parla sempre più lombardo. Qui una rete di 5.772 imprese - un quarto del totale nazionale - crea quotidianamente “pezzi“ unici, richiesti dai mercati di tutto il mondo.
Molti sono artigiani: 2.446, il 24,7% del totale nazionale e il 42,4% del numero di imprese del settore attive in Lombardia (dati Confartigianato Lombardia). La provincia di Milano, con 2.618 aziende del design, racchiude l’11,6% delle insegne presenti in Italia, seguita da Brescia con 644 (2,9%) e Bergamo con 590 (2,6%), le tre province che occupano i primi dieci posti per numero di attività. Seguono Monza e Brianza con 443 imprese (2% del totale nazionale), Como con 421 (1,9%), Varese con 350 (1,6%), Lecco con 197 (0,9%), Pavia con 171 (0,8%), Mantova con 130 (0,6%), Cremona con 120 (0,5%), Lodi con 57 (0,3%) e Sondrio con 31 (0,1%).
La dinamica è positiva, soprattutto tra gli artigiani cresciuti dell’1,5% tra il 2024 e il 2025 e del 6,3% nell’ultimo quinquennio. Milano con 794 precede Bergamo con 340 attività artigiane, Brescia con 294, Como con 246, le quattro province nei primi dieci posti in Italia. Seguono Monza e Brianza con 196, Varese con 163, Lecco con 124, Pavia con 93, Mantova con 81, Cremona con 74, Lodi con 26 e Sondrio con 15. Anche l’occupazione tiene: gli addetti sono 20.081 di cui 3.064 artigiani (15,3% del settore).
Su uno dei settori più in salute pende, però, l’incognita della guerra all’Iran che coinvolge due dei mercati più redditizi. Gli Stati Uniti sono i primi acquirenti del made in Italy diretto all’estero: le vendite muovono un giro d’affari di un miliardo e 470 milioni per il Paese, poco meno di 387 milioni entrano nelle casse delle imprese lombarde. Il valore era già diminuito del 9,6% nel 2025 anche per l’effetto dazi, con un crollo del -20,7% nell’ultimo trimestre. Monza, Milano e Como sono tra le prime sei province: da qui parte l’88% dell’export diretto negli Usa.
L’altro fronte di guerra, il Medio Oriente, è un mercato da 742 milioni per il design made in Italy: 289,8 milioni sono lombardi. I principali Paesi dell’area da cui proviene la domanda più consistente di mobili lombardi (71% del totale) sono Emirati Arabi (43%), Arabia Saudita e Israele. Monza, Milano e Como sono le prime esportatrici. Il trend tra il 2024 e il 2025 è cresciuto per la prima (+6,9%) e la terza (+7,5%), mentre il Milanese ha lasciato il 12%. Nell’ultimo trimestre anche Brianza e Lario si sono fermate: -5,8% e -22%. La prima regione per valore rischia ora di essere la più penalizzata.
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