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Attese infinite in ospedale: 2 milioni di lombardi non si curano, prestiti boom per la salute

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21.02.2026

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Milano – Oltre due milioni di lombardi hanno rinunciato a curarsi nell’ultimo anno per due ragioni: i tempi d’attesa lunghi per esami e visite specialistiche nella sanità pubblica, i costi eccessivi del privato. L’istituto di indagini statistiche indipendente mUp Research ha calcolato per Facile.it e Prestiti.it che, nel 2025, il 79% dei pazienti ha fatto ricorso, almeno una volta, al regime di solvenza con una spesa media per prestazione in una struttura privata di quasi 365 euro. Più di 190mila lombardi sono stati costretti a chiedere un prestito alle finanziarie, in famiglia o agli amici. 

Oggi si finanziano e rateizzano spese più frequenti e comuni 

Un dato che negli ultimi dieci anni è cresciuto: se nel 2015 le domande di credito finalizzato alle spese sanitarie rappresentavano il 3,1% del totale, negli ultimi dodici mesi hanno inciso per il 4,6%. In calo invece l’importo medio, sceso dai 9.100 euro ai quasi 6mila (5.987) del 2025. Per gli analisti il crollo delle cifre è la prova del cambiamento: oggi si finanziano e rateizzano spese più frequenti e comuni (dal dentista agli esami diagnostici) e non più eventi rari e costosi (ricoveri in una clinica) come in passato.

Fino a due anni per un esame. Saltano le cure

Il prestito viene dilazionato mediamente in 53 rate mensili (4 anni e mezzo) del valore di 133 euro l’una. A richiederlo sono soprattutto le donne: le quote rosa rappresentano il 46% del campione, una percentuale molto più alta rispetto alle altre forme di finanziamento dove la componente femminile non va oltre il 32%. L’età media è di 48 anni: cinque anni in più di chi sottoscrive domande di credito per scopi differenti da quello sanitario.

L’incremento dei prestiti

L’incremento dei prestiti interessa in modo trasversale tutte le province. Le differenze più significative riguardano gli importi: il valore medio più alto è di Lodi con 6.265 euro, seguito da Brescia (6.178), Monza (6.168) e Milano (6.054). In linea con la media lombarda c’è Sondrio (5.987 euro), appena inferiori le cifre a Pavia (5.885) e Como (5.860). A Bergamo la richiesta scende a 5.647 euro, un importo leggermente più alto di Mantova (5.624) e Varese (5.593). A Cremona (5.419 euro) e Lecco (5.168) si trovano le somme più basse. Poche differenze invece nella durata del prestito, che oscilla dai 51 mesi di Lecco ai 54 di Brescia, Lodi, Mantova e Pavia. L’età media va dai 47 anni di Lecco e Pavia ai 52 di Mantova.

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