Chi comanda ora in Iran? Khamenei è un mistero. Spunta il falco Vahidi /
Nella combo, Teheran sotto i bombardamenti e - nel riquadro - Ali Larijani (sx) e Gholamreza Soleimani, 17 Marzo 2026. ANSA
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E tra questi emerge la figura del loro capo, Ahmad Vahidi, l’uomo che in questo momento tiene le redini sia del sistema governativo sia delle operazioni militari.
Una deriva, legata all’uccisione di Larijani, che non solo elimina il dualismo che insisteva al vertice del regime – quello tra la prima generazione di stampo clericale e la seconda legata alle Guardie della rivoluzione –, ma che potrebbe anche chiudere qualsiasi possibilità di un negoziato con Washington.
E questo perché i pasdaran, nonostante al loro interno vi siano posizioni divergenti, interpretano la guerra come una questione esistenziale.
“La componente delle Guardie della rivoluzione – commenta Nicola Pedde, direttore generale dell’Institute for Global Studies (Igs) ed esperto di geopolitica del Medio Oriente – non vuole un dialogo. E non credo ci sia la possibilità che possa emergere una figura in grado di farlo: si tratterebbe, infatti, di un’ipotesi non accettabile per i pasdaran e, paradossalmente, neanche per Israele, che non è interessato a una transizione interna”.
A complicare il quadro c’è poi il nuovo leader in pectore della Repubblica islamica, Ahmad Vahidi. Il capo dei pasdaran è espressione dell’ala più conservatrice del gruppo, un “falco” della prima ora che ha combattuto la guerra tra Iran e Iraq ed è tra i fondatori della Quds Force, il reparto altamente addestrato delle Guardie della rivoluzione.
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Poco incline al dialogo con l’Occidente, Vahidi incarna l’opposizione più netta al divieto di sviluppo delle armi nucleari imposto dall’ex Guida suprema Ali Khamenei.
“Vahidi – spiega Pedde – è una figura molto più assertiva nelle prerogative di difesa del Paese. Non credo che, per il momento, cambierà l’assetto dell’Iran, dato che l’esercizio del potere politico e soprattutto militare è nelle mani del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, organo ampiamente controllato dai pasdaran. Di fatto, Vahidi controlla il Paese senza il bisogno di un particolare incarico istituzionale”.
Sullo sfondo resta l’incognita della nuova Guida suprema, Mojtaba Khamenei. Una figura sempre più defilata, intorno alla quale aleggia il mistero delle sue reali condizioni di salute.
Nei giorni scorsi si era diffusa l’ipotesi che Khamenei si trovasse in Russia per sottoporsi a un intervento chirurgico, ma questa ricostruzione è stata smentita dall’ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali.
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“Ammesso che sia ancora vivo o in grado di esercitare qualche funzione – sostiene Pedde –, Mojtaba Khamenei non è il leader del Paese, ma il legittimatore del potere delle Guardie della rivoluzione. Non è certo comparabile, per peso politico, alla figura del padre”.
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