menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

“Mia sorella ha ispirato un esercito silenzioso del bene. L’idea è semplice: alzati in piedi quando tutti stanno seduti”

13 65
16.02.2026

Mariavittoria e Francesca Rava bambine

Articolo: Mariavittoria Rava: “Dopo la morte di mia sorella Francesca ero persa. La mia seconda vita è iniziata (per caso) a Lourdes”

Articolo: I 25 anni di Fondazione Rava. E c’è anche Raoul Bova: “Tutto qui parla di famiglia”

Milano – Padre Rick, sacerdote e medico in Haiti, l’isola prima devastata dal terremoto e oggi in mano alle gang criminali, la sera va in giro a raccogliere i cadaveri per le strade. La mattina dà una sistemata ai corpi e lì mette in una bara di cartone. Celebra una breve funzione religiosa. L’ultimo saluto. Lo sforzo di dare sepoltura ai dimenticati di questo terzo mondo.

2023. Alluvione in Emilia-Romagna. Il panettiere Marco Randon in due giorni ha allestito un forno. Offre il pane a chi ha perso tutto.

Poi ci sono le persone celebri, da Martina Colombari, Arisa, Paola Turci, Fiorello, Raoul Bova, il premio Oscar Paul Haggis, Andrea Pellizzari, Massimiliano Ossini e Rajae Bezzaz, Bruno Vespa, Corrado Formigli, e tanti altri.

Sono tutti volti che si incrociano in un’unica storia: quella della Fondazione Francesca Rava, che da 25 anni aiuta l'infanzia in condizioni di disagio in Italia e nel mondo. Una storia che nasce da una promessa tra sorelle, tra la presidente della Fondazione Mariavittoria e la sorella Francesca, che ha perso la vita in un’incidente stradale: “Ti cercherò per sempre”.

Una promessa e, ora, anche un libro (pubblicato da Edizioni Piemme), “scritto da me, ma a quattrocento mani”, spiega l’autore Claudio Guerrini, conduttore radiofonico e scrittore. “La prima parte è dedicata a Mariavittoria, a sua sorella Francesca e agli eventi tragici e straordinari che hanno dato vita alla Fondazione. La seconda, invece, ripercorre gli ultimi 25 anni attraverso le voci di chi ha collaborato a ogni livello: dai vip che hanno prestato la loro arte, ai volontari, fino agli ingegneri e ai medici. In un mondo di fake news, questa è una storia vera, quasi incredibile a tratti. Dopo casi mediatici che hanno scosso la fiducia nella beneficenza (il caso Ferragni ndr) era fondamentale raccontare la solidarietà autentica”, spiega Guerrini.

Un mondo dove “Mariavittoria è il perno che tiene unito un lavoro gigantesco. Quello che mi ha colpito e la velocità. La Fondazione Rava è una sorta di protezione civile privata. Maria Vittoria dice sempre: ‘Se tuo figlio avesse un problema, prenderesti l'auto per correre da lui immediatamente’. Ecco, loro fanno così”, aggiunge l’autore.

“Vivo più nelle azioni quotidiane che nell'autocelebrazione. Ci sono voluti due anni per convincermi a fare questo libro. Sono riservata nel parlare di me stessa, ma penso che la Fondazione sia un progetto corale che è partito dal mio dolore e dalla perdita di mia sorella, da lei e dalla sua ispirazione, ma che poi ha abbracciato tantissime persone, quello che definisco un esercito silenzioso del bene”, spiega Mariavittoria Rava.

Testimonianze che colpiscono perché “ognuna, con il suo linguaggio, parlava di un'esperienza basata sull'amore”. Questo il sentimento, fragile e potente, che tiene insieme le fila del libro: “Il mio augurio è che possa servire a dare speranza. Nonostante si parli di dolore, si spiega che ciò che sembra impossibile è possibile, basta rimboccarsi le maniche. Non è un sogno romantico, ma un impulso preciso alla responsabilità personale. Basta pensare che siamo riusciti a costruire un ospedale pediatrico in un paese come Haiti, mettendo insieme i soldi mattone su mattone. Quello che cerco di dire a tutti è: ‘Alzati in piedi quando tutti stanno seduti’. Ci sono uomini soli che hanno cambiato il mondo”, dice la presidente.

“A volte penso al mondo che mi sta davanti, alla vita che mi aspetta, sembra qualcosa che, preso tutto insieme, acquista una dimensione infinita, forse troppo grande per me. Ma è proprio in questi momenti che la forte emozione, i sentimenti che mi riempiono, i miei pensieri, gli occhi delle persone vicine, fanno battere forte il cuore”. Tra le pagine del libro ci si imbatte in questo estratto dal diario di Francesca, datato agosto 1998. E le persone vicine, come racconta questo libro, sono tantissime.

© Riproduzione riservata


© Il Giorno