Michele Croce e il sogno oltre gli ostacoli: arbitro sul campo in sedia a rotelle
Michele Croce all’ingresso in campo per arbitrare l’amichevole di calcio a 7 femminile fra il Vittoria Junior e il Turchino
Per approfondire:
Articolo: Francesca e il desiderio di andare al concerto: “Per me, ipovedente e sorda, solo un posto in ultima fila. Ho rinunciato”Articolo: Lavoro e persone disabili. Cooperative sociali in rete nel segno dell’inclusioneArticolo: I viaggi della solidarietà degli ’autisti dal cuore d’oro’: 34mila chilometri per i fragiliMilano, 18 marzo 2026 – Succedono (quasi) sempre cose bellissime su un campo di calcio, di periferia o di un oratorio, dove i bambini sognano inseguendo un pallone che rotola. Soprattutto se gioco, sport e divertimento si incrociano con la parola inclusione.
Il primo fischietto
E la storia di Michele Croce, 14 anni, milanese, è qualcosa di magico. Racconta un desiderio che sembrava difficile da realizzare, quello di dirigere una partita di calcio, e che invece grazie alla forza di volontà ha premiato gli sforzi di un ragazzino costretto a muoversi sulla sedia a rotelle. La passione è stata indispensabile per raggiungere l’obiettivo, e così Michele ce l’ha fatta: pochi giorni fa ha ’fischiato’ in quella che è stata la sua prima gara da arbitro. Un’amichevole, per ora, ma si spera solo la prima di una lunga serie.
Il lancio della monetina a inizio partita
La vocazione e il patentino
Perché essere disabili, costretti a convivere con le fragilità davanti ad ostacoli quotidiani, potrebbe scoraggiare chiunque. Non Michele. Lui ha sempre avuto quella vocazione, sin da quando, non potendo giocare, arbitrava i suoi compagni. Così si è iscritto al corso Aia, ha preso il patentino dopo sei mesi di lezioni e l’esame finale e all’alba della primavera ha ricevuto il ’battesimo’ ufficiale: la designazione di una partita di calcio a 7 femminile fra il Vittoria Junior e il Turchino. Nomi di squadre che sembrano uscire da un libro di favole.
Favola a lieto fine
E come spesso succede, le favole hanno un lieto fine. “Anche se era un’amichevole, mi sono divertito tantissimo – racconta Michele –. Certo, essendo il mio esordio, all’ingresso in campo ero abbastanza emozionato, ma poi sono riuscito a gestire bene sia me stesso che la partita”.
Fin dalle elementari
Per capire da dove arrivi l’inclinazione per la ’divisa’ e il fischietto bisogna fare qualche passo indietro: “La passione per l’arbitraggio nasce sin dalle elementari, quando durante le ore di educazione fisica dirigevo le partite di calcio e pallavolo dei miei compagni di classe, e questa cosa mi è sempre molto piaciuta, anche se non avevo il fischietto per farmi sentire. Ma fu il modo più semplice per riuscire a ’superare’ in poco tempo l’invidia che avevo nei confronti dei miei piccoli compagni calciatori”. Michele non poteva fare tutto da solo, fondamentale è stato il rapporto venutosi a creare nel tempo durante un altro evento (grazie alla sezione milanese del Centro Sportivo Italiano) tra il Vittoria Junior e i volontari che supportano le attività sportive delle oncologie pediatriche degli ospedali meneghini.
L’incontro chiave
Dopo quella situazione speciale, la società di via Maffei è entrata in contatto con il ragazzo che ha incontrato Marco Vichi, presidente proprio del Vittoria Junior. Ne è nata una bella amicizia, un confronto aperto, fino alla giornata perfetta: una partita vera, che però non si è giocata nei cortili della scuola ma su un campo in erba sintetica. Con il pubblico presente e tanto di sfilata delle squadre in maglia rossa e azzurra per l’ingresso in campo, guidate da Michele, al suo esordio da arbitro. “Ci siamo conosciuti grazie ad amici in comune e alla Winners Cup – racconta il presidente Vichi –. La nostra squadra era gemellata con i ragazzi delle oncologie pediatriche di Milano, e chiacchierando abbiamo saputo del grande sogno di Michele. Così all’inizio di marzo siamo riusciti ad aprire la strada affinché si realizzasse, organizzando un’amichevole tra le nostre ragazze e un’altra squadra femminile di calcio a 7. Speriamo sia solo l’inizio per lui”.
La dedica
Ed è quello che si augura Michele, che oggi dedica il suo debutto a chi lo ha aiutato a coronare il sogno: “Ringrazio il Vittoria Junior e il suo presidente Marco Vichi ma pure il Csi Milano per questa grande opportunità che mi è stata concessa. Ora non vedo l’ora di tornare ad arbitrare e, forse, un giorno, non in un’amichevole ma in una partita ufficiale”.
WhatsAppFacebookXPrint
© Riproduzione riservata
Tag dell'articolo
Disabilità