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Sotto il pavè di via Torino spuntano le mura romane: “Ma i cantieri non rallenteranno”

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26.03.2026

Gli scavi in via Torino e in largo Carrobbio Gli scavi con le antiche mura che emergono

Per approfondire:

Articolo: Cantiere via Torino: “Ristori per i negozi, c’è già netto calo fatturato. Si rischia di far chiudere attività storiche”Articolo: Via Torino dice addio al pavè, croce e delizia di Milano. Al via la rimozione: cantiere fino a settembre

Milano, 26 marzo 2026 – Resti di mura romane sono stati rinvenuti nel sottosuolo di via Torino e di largo Carrobbio durante i lavori di rimozione del pavè e di sostituzione dei binari del tram.

Per l’esattezza a ridosso del vecchio tubo dell’acquedotto, che sarà cambiato e sostituito ma lasciato sostanzialmente dove si trova dal 1920. Un ritrovamento atteso, considerata la zona, come spiegano dal Comune e da MM, e che “non comporterà rallentamenti significativi” nel cronoprogramma dei cantieri: da Palazzo Marino assicurano, infatti, che per completare le opere occorreranno “solo pochi giorni in più del previsto”, la scadenza di fine lavori resta fissata ad ottobre, con un parziale ritorno della viabilità in via Torino già intorno alla metà di settembre, come comunicato nelle scorse settimane. Spiace, però, che queste mura resteranno interrate.

Il cantiere tra via Torino e via Cesare Correnti

Nel dettaglio, il rinvenimento si è verificato all’incrocio tra via Torino e via Medici e, appena poco più in là, in largo Carrobbio, all’incrocio con via Torino. Qui c’è una stele che ricorda come proprio in Carrobbio si ergesse l’antica Porta Ticinese, così chiamata dal nome romano di Pavia (Ticinum), la città nella direzione della quale guardava la Porta, un toponimo che si deve, a sua volta, al fiume.

Per il personale intento a dirigere i lavori nei cantieri aperti da Comune, Atm e MM non ha quindi rappresentato una sorpresa il fatto che nel sottosuolo potessero esserci resti della cinta muraria dell’antica Mediolanum. La Porta Ticinese fu letteralmente rasa al suolo nel 1162 da Federico Barbarossa, durante l’assedio di Milano, come gran parte della città. Del complesso di allora, del complesso di epoca romana, resta in piedi e visibile solo la cosiddetta Torraccia, anche nota come Torre dei Malsani. Si tratta di una delle due torri della Porta che affiancavano il varco di ingresso. Fu poi ribattezzata Torre dei Malsani perché, una volta venuto meno l’uso militare, ha accolto i lebbrosi.

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