Inchiesta San Siro, Sala gioca in difesa: “Lo stadio? Fatto l’interesse pubblico” /
Lo stadio di San Siro; nel riquadro, il sindaco Beppe Sala
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Il punto focale dell’inchiesta è proprio questo, del resto: la presunta turbativa d’asta e di conseguenza le eventuali lesioni dell’interesse pubblico.
La nota
"Al momento – si legge nella nota con la quale Sala interviene in merito all’inchiesta della procura sull’operazione stadio – non abbiamo sufficienti elementi conoscitivi se non quelli che stiamo apprendendo dai media. Ci sembra comunque giusto chiarire alcuni aspetti. Innanzitutto, da quel che si capisce, non c’è il minimo riferimento a ipotesi corruttive e ciò è di fondamentale importanza. Inoltre va chiarito che la Legge Stadi e le procedure di Partenariato Pubblico Privato richiedono delle interlocuzioni preliminari con i club calcistici; queste interlocuzioni sono, dunque, fisiologiche. Detto ciò, attendiamo con fiducia lo sviluppo delle indagini ritenendo che gli uffici abbiano operato in buona fede e per il bene di Milano. Si è cercato di far fronte a un rischio (e cioè l’abbandono della città di Milano da parte delle nostre due società calcistiche) attraverso una trattativa estremamente lunga, complessa, dura e condotta nell’esclusivo interesse pubblico".
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Le reazioni
Il sindaco non è indagato, per quel che riguarda il Comune lo sono, invece, il direttore generale Christian Malangone e due ex assessori comunali all’Urbanistica: Giancarlo Tancredi e Ada Lucia De Cesaris. Proprio quest’ultima ieri sera ha postato sui social uno sfogo personale: "Ci sono giornate che vorresti cancellare. Non ho più strumenti, non basta la razionalità. Grazie a tutti per l’affetto e la stima ma mi hanno strappato la voglia di continuare".
Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d'Italia in Comune
Il presidente della Regione Lombardia, il leghista Attilio Fontana, sembra prendersela soprattutto con i magistrati: "Bravi quelli che hanno votato no al referendum". Per il resto, il centrodestra invece si scaglia contro Sala. Ma critica è anche EuropaVerde, che fa parte della maggioranza che sostiene il sindaco. "Alla luce delle evidenze che hanno messo in chiaro l’azzardo politico nell’aver privato il Comune della proprietà dello stadio e dell’area annessa, è opportuno valutare in autotutela l’annullamento della delibera di cessione" dichiara Riccardo Truppo, capogruppo di FdI in Comune.
"Dopo 15 anni di danni alla città – spiega il segretario cittadino della Lega Samuele Piscina –, è arrivato il momento che questa sinistra lasci Palazzo Marino". Rincara la dose il capogruppo della Lega in Senato e segretario regionale del partito Massimiliano Romeo. "Siamo garantisti con tutti ma mai come adesso servirebbe un po’ di chiarezza su questa vicenda". Poi EuropaVerde: "Abbiamo sempre detto che si trattava di un’operazione sbilanciata a vantaggio dei privati", evidenziano i consiglieri comunali Tommaso Gorini e Francesca Cucchiara. Il Pd milanese invece si scaglia contro i partiti che "provano a strumentalizzare elettoralmente le inchieste".
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