Tomasoni e l’amore che non muore: il casco e quel bacio al cielo per Matilde Lorenzi
Federico Tomasoni e Matilde Lorenzi, la sua fidanzata morta in seguito a una tragica caduta durante un allenamento (Ansa)
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Livigno, 21 febbraio 2026 – Nel momento in cui l’Italia tocca i 10 ori, in pista c’è anche Matilde Lorenzi. Una dedica, un sola sul casco di Federico Tomasoni, suo compagno prima della tragica scomparsa della gigantista nell’ottobre 2024 in un incidente di allenamento.
Una favola di quelle vere, con lo sciatore bergamasco di Castione della Presolana che chiude la finale dello skicross a Livigno dietro l’asso azzurro Simone Deromedis.
Un tripudio per la nostra nazionale, che arriva a cifra tonda con le medaglie più importanti. Ma l’argento di Tomasoni vale molto di più, dopo aver raggiunto il sogno olimpico dedicando ogni risultato al ricordo di Matilde. Lei, non ancora ventenne, è scomparsa all’inizio della scorsa stagione dopo una brutta caduta durante un allenamento di slalom gigante in Val Senales. Morte arrivata qualche dopo l’incidente, per le conseguenze di un colpo violentissimo al capo sulla superficie ghiacciata della Grawand G1.
Il casco per Matilde. Come si diceva, Tomasoni indossa un casco con il disegno di un sole. Non a caso, perché è il simbolo della fondazione dedicata a Matilde ("Matildina4Safety"), pensata per promuovere la sicurezza sulle piste da sci, dopo la tragedia che ha colpito la famiglia della giovane promessa.
E dopo l’arrivo al fotofinish (con 2 centimetri d’anticipo rispetto allo svizzero Alex Fiva), il 28enne azzurro, atleta dell'Esercito, ha guardato il cielo e lanciato un bacio verso l’alto. Commosso, come poco più tardi quando è salito sul podio e con la medaglia al collo non ha smesso di rivolgere lo sguardo in su.
Qualche settimana fa, la sorella di Matilde, Lucrezia, aveva deciso di dare l’addio all’attività agonistica con queste parole: "Ci sono momenti nella vita in cui senti che un cerchio si chiude. Oggi per me è quel giorno. Dopo anni di neve, sacrifici, gioie e delusioni, è arrivato il momento di salutare la mia carriera come atleta professionista. Non è una decisione facile, perché lo sci è stato casa, scuola, la mia più grande passione. Ma dentro di me so che è il momento giusto. Negli ultimi tempi, sentivo che anche quel mondo che per anni mi aveva accolta, cominciava a starmi un po' 'stretto', che non riuscivo più a esprimermi con la libertà di un tempo. È stata un'altra consapevolezza importante, che mi ha aiutata a capire che era arrivato il momento di scoprire nuovi orizzonti".
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