Il rapitore di Bergamo e la delirante spiegazione: “La piccola pareva un peluche”
L’uomo mentre tenta di portar via la bambina
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Bergamo, 19 febbraio 2026 – “Ho pensato che fosse un peluche”. L’uomo che ha tentato di rapire una bimba di un anno e mezzo dalle braccia della madre all’uscita di un supermercato a Bergamo, nei giorni scorsi, ha ammesso così davanti al gip di aver afferrato la piccola mentre stringeva la manina a quella della mamma Laura.
Pronunciate queste parole, durante l’interrogatorio di garanzia, l’arrestato ha poi deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il giudice per le indagini preliminari, Ravelli, ha confermato la custodia cautelare in carcere per il romeno di 47anni, Emil Mortu, accusato di aver aggredito la bimba all’interno dell’Esselunga di via Corridoni, provocandole anche la rottura del femore.
L’episodio, avvenuto sabato scorso all’ora di pranzo ha scosso la città. Le immagini del tentato rapimento, diffuse dalla questura di Bergamo, in beve hanno fatto il giro del web. Durante l’interrogatorio di convalida, l’uomo, assistito dall’avvocato Erica Pasinetti, e alla presenza del pm Angeleri, titolare del fascicolo, non avrebbe fornito spiegazioni coerenti sul gesto compiuto. Ha dichiarato di non aver mai visto prima né la bambina né i suoi genitori, aggiungendo a quel punto “che la piccola poteva sembrare anche un peluche”. Non avrebbe inoltre manifestato particolari segni di pentimento per l’aggressione.
Bambina strappata dalle mani della mamma a Bergamo: l’incontro per caso, il raptus e l’arresto
L’uomo si sarebbe allontanato volontariamente dalla Romania tempo fa e i suoi familiari non avevano più sue notizie. L’uomo si trova in Italia dai primi giorni di febbraio, è senza fissa dimora, e pare che nei giorni precedenti il tentativo di sequestro – aggravato per l’età della vittima, così come per le lesioni cagionate – si fosse recato in un ospedale. Non si hanno certezze se lo abbia fatto perché non stava bene o perché cercava un modo per tornare nel suo Paese.
Di questa volontà, comunque, aveva parlato nell’immediatezza dell’arresto, dicendo agli agenti che voleva tornare in Romania. Appare invece certo che, quando ha agito sabato in pieno centro, all’ora di pranzo, non fosse sotto l’effetto di stupefacenti e non fosse ubriaco. Prima dell’aggressione, il 47enne era stato fermato per un controllo all’esterno delle cliniche Gavazzeni, dove chiedeva un posto per dormire e domandava di essere riportato in Romania in ambulanza.
Le sue dichiarazioni, però, non hanno chiarito le ragioni di un gesto che resta privo di una spiegazione logica. Intanto, dalla difesa si prospetta la presentazione di un’istanza per chiedere un incidente probatorio in vista di una eventuale perizia che possa accertare se l’uomo, al momento dei fatti, fosse capace di intendere e volere.
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