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Duplice delitto al tempio sikh: la pista della faida interna. Caccia a un 40enne e ai complici che l’hanno aiutato a fuggire

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Da sinistra Gurmit Singh e Rajinder Singh

Per approfondire:

Articolo: Due morti ammazzati, notte di sangue al tempio sikh. Il testimone: “Conosco il killer”. E’ caccia all’uomoArticolo: Sparatoria nella notte a Covo, uccisi due uomini fuori dal tempio Sikh: “Il killer si è inginocchiato e poi ha sparato”

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Covo, 20 aprile 2026 – La comunità è ancora sconvolta. Domenica mattina i fedeli arrivano alla spicciolata al tempio sikh Gurdwara Mata Sahib Kaur Ji di via Campo Rampino, zona industriale di Covo, Bassa Bergamasca, dove venerdì sera si è consumato il duplice omicidio in cui hanno perso la vita Rajinder Singh, 47 anni, residente a Covo, e Gurmit Singh, 48 anni, di Agnadello, nel Cremonese, entrambi indiani del Punjab, padri di tre figli, freddati a colpi di pistola mentre uscivano dal tempio. I fedeli si ritrovano per la preghiera. Ci sono dolore e sgomento. Non hanno molta voglia di parlare. Allontanano telecamere e microfoni. L’agguato ha annullato la festa del Vaisakhi, prevista per sabato. Lo scorso anno aveva richiamato circa 20mila fedeli, e anche per questa edizione erano attese migliaia di persone da tutta la provincia e dalla regione.

L’inchiesta

Le indagini proseguono serrate. Nel mirino degli investigatori un connazionale delle vittime, sui quarant’anni, che risiederebbe ad Antegnate, non molto lontano da Covo. Un frequentatore abituale del tempio. Armato di pistola venerdì avrebbe esploso numerosi colpi (una decina i bossoli rintracciati). È fuggito su una Bmw assieme a tre-quattro persone che lo avrebbero aiutato anche nella fuga in direzione di Cremona.

Ed è proprio al termine dell’incontro che, stando a quanto riferito da alcuni testimoni, il 40enne si sarebbe presentato mentre il presidente stava parlando con un piccolo gruppo di persone. Si sarebbe inginocchiato, per poi allontanarsi e tornare poco dopo armato, aprendo il fuoco contro Rajinder, ex presidente del tempio, e Gurmit, dipendente di una ditta che confeziona carne a Rivolta d’Adda.

I carabinieri sul luogo del delitto

La pista

Sul movente all’origine del duplice omicidio, secondo quanto emerso, un diverbio tra l’ex presidente del centro, il cui incarico sarebbe terminato tra novembre e dicembre 2025, e l’assassino. Dunque, una faida tutta all’interno della comunità sikh.

La comunità che si raduna al tempio di Covo è sotto choc

I carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo, coadiuvati dai colleghi della Compagnia di Treviglio, coordinati dal pm Magnolo hanno passato al setaccio l’area per i rilievi. Le ricerche dell’assassino continuano anche con l’analisi delle immagini delle telecamere, già nelle mani dei militari. Venerdì, all’interno della struttura di via Campo Rampino, si stavano definendo alcuni dettagli organizzativi in vista delle celebrazioni del giorno successivo. Ed è proprio al termine dell’incontro che, stando a quanto riferito da alcuni testimoni, il quarantenne si sarebbe presentato una prima volta per poi tornare armato e aprire il fuoco, uccidendo due padri di famiglia. 

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