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Sciame di api su una colonna dell’Arengario, arriva l’esperto con la macchina aspira-insetti (che ora rischia la multa)

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Due immagini della rimozione dello sciame di api

Per approfondire:

Articolo: Mega alveare di api in piazza Lima, arriva l’apicoltore (in Vespa): “In città stanno meglio che in campagna”Articolo: Passirano, vuole eliminare un alveare: cinquantenne cade, è grave

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MONZA, 25 aprile 2026 – Uno sciame di api in pieno centro a Monza, attaccato a una colonna del trecentesco Arengario, in piazza Roma, ha tenuto impegnati questo pomeriggio agenti della polizia locale, vigili del fuoco e un tecnico “speciale” arrivato apposta da Misinto.

E centinaia di persone che si sono assiepate nelle vicinanze dell’alveare, ma non troppo, ad assistere a quanto accadeva.

Mentre gli agenti della polizia locale davano una mano a posizionare una scala, Antonio Colombo, 72 anni, esperto di api chiamato appositamente da Misinto, si inerpicava sui pioli con una strana macchina sotto braccio. Quindi, con un tubo, ha aspirato una dopo l’altra quasi tutte le api (migliaia) dell’alveare. Badando soprattutto a essere certo di aver preso anche l’ape regina. A quel punto, ha messo tutte le api aspirate in alcune cassette che ha caricato sulla sua macchina.

Il dispositivo 

“È una macchina inventata da me – ha spiegato – perché contrariamente a vespe e calabroni, con le api occorre fare molta attenzione”. Trattandosi di una specie protetta, occorre salvaguardarle. “La velocità con cui le aspiro è calibrata al millimetro: se fosse troppo forte, con le api cariche di miele, ci farei una marmellata…”.

Una volta caricate in macchina, “me le porto a Misinto, dove ho già altri alveari”. Unico inghippo, Antonio Colombo lunedì dovrà chiamare Monza Mobilità, l’azienda che gestisce gli accessi nella zona a traffico limitato. Altrimenti – gli hanno spiegato i vigili - rischia una multa. “È incredibile, mi hanno chiamato dal Comune, ci manca solo che mi ritrovi a pagare io per il servizio che ho fatto” ha bofonchiato davanti ad alcuni passanti increduli.

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