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Brugherio, condomino a mano armata per un parcheggio: otto colpi per punire padre e figlio. E alla Cascina Torrazza nessuno parla

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15.02.2026

Alla Cascina Torrazza un vecchio diverbio in corso fra alcuni residenti si è concluso nel sangue: in pericolo di vita il ragazzo, sta meglio il papà. In manette un 57enne

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Brugherio (Monza e Brianza), 15 febbraio 2026 – Alla fine è stato arrestato per duplice tentato omicidio aggravato e detenzione illecita di arma l’uomo di cinquantasette anni che venerdì sera ha ferito gravemente padre e figlio in una casa di corte alla periferia di Brugherio.

Già nella tarda serata di venerdì i carabinieri della Compagnia di Monza hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, l’uomo, residente a Brugherio, già noto alle forze dell’ordine. I militari erano intervenuti a seguito di una segnalazione di esplosione di colpi di arma da fuoco all’interno di una corte condominiale in via Torrazza, a Brugherio. Sul posto, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Monza hanno sorpreso il cinquantasettenne, un italiano già noto alle forze dell’ordine per precedenti per reati contro la persona che poco prima, a seguito di una lite sorta originariamente tra vicini, aveva esploso otto colpi con una pistola automatica illecitamente detenuta all’indirizzo di due italiani, padre e figlio, rispettivamente di cinquanta e ventisei anni, entrambi residenti nel Pavese. Padre e figlio erano lì presenti in quanto conoscevano di altri condomini in lite con il cinquantasettenne.

Sembra che all’origine della disputa ci fossero banali questioni legate agli stalli di parcheggio presenti nel cortile della Cascina Torrazza e, al culmine dell’ennesimo litigio, il cinquantasettenne aveva estratto la pistola esplodendo colpi all’indirizzo di padre e figlio colpendoli in più punti del corpo. Il cinquantenne, colpito alla gamba e allo stomaco, è stato trasportato in elisoccorso presso il nosocomio di Varese, ma per fortuna non è in pericolo di vita. Peggiori le condizioni del figlio ventiseienne, ferito alla schiena e al braccio sinistro, che è stato trasportato all’Ospedale San Gerardo di Monza dove ancora versa invece in pericolo di vita: ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva. I carabinieri del Nucleo rilievi hanno inoltre rinvenuto, all’interno dell’abitazione dell’arrestato, altri 50 colpi calibro 9, illecitamente detenuti. L’arma utilizzata è stata invece rinvenuta in una siepe all’esterno della corte, gettata lì dall’autore della sparatoria, ed è stata sequestrata. ll pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Monza, informato dell’accaduto, ha disposto l’accompagnamento dell’arrestato presso la casa circondariale di Monza, in attesa della convalida.

Sono ancora in corso gli accertamenti per verificare la provenienza dell’arma e del munizionamento. 

Intanto nei dintorni della zona vige il silenzio più totale, intriso di diffidenza e timori.  All’interno della corte della Cascina Torrazza, un edificio alto due piani in mattoni rossi alla periferia di Brugherio sulla strada che conduce a Cologno Monzese e non lontano dalla centrale elettrica della Terna, vivono una settantina di famiglie ma nessuno ha voglia di parlare. "Io mi faccio gli affari miei – spiega a fatica un vicino – Quando anni fa mi era capitato di lamentarmi per una questione condominiale, mi ero ritrovato con tutte e quattro le gomme della macchina bucate. Qui vivono italiani e stranieri, ma i problemi sono sempre sorti con gli abitanti autoctoni. Chi ha fatto mettere le telecamere ha risolto i problemi”. I litigi sono frequenti. “Roba vecchia – spiega un altro condomino – spesso originata dagli stalli dei parcheggi. Pare che avessero messo qualcosa che davano fastidio. L’uomo che ha sparato? So chi è, non mi stupisco più di tanto di quello che ha fatto. Certo che qui le cose sono peggiorate: sparare è eccessivo, speriamo che non ci rimetta la vita nessuno”.

Porte chiuse e finestre sbarrate per molti l’altra sera: l’episodio è andato in scena poco dopo le 18, “quando c’erano in giro ancora famiglie con i bambini”, riflette con amarezza un anziano.

“Finché non ho visto le sirene non ho messo il naso fuori di casa – aggiunge una signora –. All’inizio pensavo che qualcuno stesse usando i petardi per festeggiare un compleanno...”.

Al bar di fronte bocche cucite. “Le persone coinvolte? Le vedevo passare qui davanti a volte, ma non erano miei clienti abituali». «Quando ho sentito gli spari ho chiuso porte e finestre – aggiunge un altro –. Sono venuti i carabinieri, ma ho spiegato che non sapevo nulla. Niente di niente”.

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