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La tettoia che cede, il salto nel vuoto: tragedia all’ex Zucchi, tredicenne in fin di vita

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31.03.2026

Dopo l’intervento dell’elisoccorso il ragazzino è stato stabilizzato sul posto dai medici (foto di repertorio)

Per approfondire:

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Casorezzo (Legnano), 30 marzo 2026 – Un pomeriggio che doveva essere un’avventura, un’esplorazione tra ruderi e silenzi, si è trasformato in un incubo. Nell’area dismessa della ex Zucchi, simbolo di un passato industriale ormai spento, si è consumato un dramma che lascia senza fiato. Tre ragazzi, poco più che bambini, riescono a entrare nell’area abbandonata. Un luogo sospeso, dimenticato, che per loro diventa terreno di scoperta, forse di gioco. Ma quei capannoni vuoti, quelle strutture logorate dal tempo, non sono un parco giochi. Sono trappole.

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È nel tardo pomeriggio di domenica che tutto accade. Poco prima delle 18, uno dei tre, un ragazzo di appena 13 anni residente a Ossona, decide di salire sulla tettoia di un vecchio capannone. Un gesto istintivo, forse già fatto altre volte, forse no. Poi, all’improvviso, qualcosa cede. O forse è un passo falso. Un attimo ed è il vuoto: il ragazzino precipita da un’altezza di circa nove metri. Un volo che sembra infinito e che si chiude con un impatto violentissimo. Il silenzio dell’area abbandonata viene squarciato dall’urgenza.

I Carabinieri si sono occupati della ricostruzione dell'episodio

L’allarme e i soccorsi

Sono gli amici a dare l’allarme. In pochi minuti arrivano i soccorsi: ambulanze, operatori sanitari e poi l’elisoccorso. Fin dai primi istanti è chiaro che le condizioni del giovane sono gravi. Le fratture agli arti inferiori sono importanti, il quadro clinico preoccupante. Il tredicenne viene stabilizzato e trasferito d’urgenza all’ospedale Niguarda di Milano, dove è ricoverato in prognosi riservata. Ore delicate, sospese tra speranza e paura. E mentre la città trattiene il respiro, torna prepotente una domanda già nota: come è possibile che un’area simile sia ancora così facilmente accessibile?

Dubbi sulla sicurezza

L’amministrazione comunale, in passato, aveva già sollecitato la proprietà a intervenire per mettere in sicurezza il sito, troppo spesso violato da intrusioni. Quella che per tre ragazzini era una semplice incursione, si è trasformata in una tragedia sfiorata. E ancora una volta, quei luoghi dimenticati tornano a ricordare quanto possano essere pericolosi. Bastano pochi secondi, un passo in più, per cambiare tutto.

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