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Processo Torre dei Moro: chi sono le 9 persone condannate per disastro colposo

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21.03.2026

La Torre dei Moro trasformata in un’enorme torcia in metallo e vetro

Per approfondire:

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Milano, 21 marzo 2026 – La Torre dei Moro, il grattacielo di 18 piani in via Antonini, periferia sud di Milano, prese fuoco il 29 agosto del 2021 (foto), trasformandosi in una “torcia” senza, per fortuna, causare vittime.

Ieri, a distanza di cinque anni, il Tribunale ha condannato 9 imputati a pene comprese tra gli 8 mesi e i 3 anni nel processo per disastro colposo.

Con la sentenza è stato condannato (a pene dimezzate, rispetto alle richieste della procura) chi ha prodotto o commercializzato quei pannelli o chi si è occupato della realizzazione di quelle facciate.

Le condanne

In particolare, è stato condannato a 3 anni Teodoro Martinez Lopez, legale rappresentante della società spagnola Alucoil, che produsse i pannelli del rivestimento “a vela” della Torre che, per l’accusa, si incendiarono rapidamente perché “altamente infiammabili”.

La giudice Amelia Managò della sesta sezione penale ha condannato a 3 anni anche Francisco Churruca Ybbarra, export manager della Alucoil, a 2 anni e 6 mesi Ettore Zambonini, legale rappresentante dell’omonima azienda, che si occupò dei lavori delle “vele” della facciata della Torre. Stessa pena di 2 anni e 6 mesi per Giordano Cantori, “responsabile commerciale” di quei “pannelli Larson del produttore spagnolo”. E poi 8 mesi per Stefania Grunzweig, amministratrice della Polo srl, “venditrice delle unità immobiliari realizzate”. Condannato a 2 anni Giampaolo Leoni, responsabile per conto della Polo srl del “progetto generale ai fini antincendio”, e alla stessa pena Orio Delpiano, direttore dei lavori per conto della Moro Costruzioni.

Approfondisci:

Il grattacielo bruciato e gli altri palazzi “altamente infiammabili” a Milano. Il testimone: “Case, hotel e ospedali pieni di pannelli come quelli di Torre dei Moro. Andrebbero tutti sostituiti”

Un anno per Giampaolo Cremaschi, responsabile dell’ufficio acquisti della Polo e “coordinatore in materia di sicurezza”. Un anno e 6 mesi, infine, per Massimo Mastrocinque, direttore tecnico della Zambonini. Per tutti i condannati sono state riconosciute le attenuanti generiche, in alcuni casi equivalenti o prevalenti sulle aggravanti.

Assolti, invece, quattro dei tredici imputati per “non aver commesso il fatto”: tra questi Alberto Moro, che si occupò “dell’acquisizione clienti per la vendita” degli appartamenti, e poi Giuseppe Tortini, Roberto Molinari e Federico Corpieri, progettisti e responsabili della Zambonini. Motivazioni tra 90 giorni.

L’accusa

“È importante l’affermazione di responsabilità, la pena, poi, ha un rilievo certamente non secondario, ma relativo”, ha spiegato la pm Marina Petruzzella. Aveva chiesto che per nessuno degli imputati venissero riconosciute le attenuanti generiche, perché non hanno dimostrato alcuna “resipiscenza o pentimento per i rischi per l’incolumità o la salute pubblica che ne sono derivati”.

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