Lucie, migrante ridotta in schiavitù: “Costretta a vendere cibo in Centrale, botte se non portavo a casa i soldi”
La giovane è stata soccorsa a Malta dopo la partenza dalla Libia
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SeguiciMilano – La giornata di lavoro di Lucie, che indichiamo con un nome di fantasia, secondo il suo racconto iniziava in piena notte: dopo aver cucinato raggiungeva a piedi la stazione di un paesino della Brianza lecchese e poi prendeva all’alba il primo treno verso la stazione Centrale di Milano.
“Dovevo vendere davanti alla stazione il cibo che avevo preparato a casa – spiega – e mia zia mi diceva di tornare la sera con almeno 60 o 100 euro, altrimenti mi picchiava e mi faceva dormire sul balcone”. Quando non riusciva a vendere abbastanza porzioni agli stranieri che stazionano in piazza Duca d’Aosta Lucie si sarebbe prostituita, “per non subire le percosse” da parte della donna che l’aveva fatta arrivare in Italia, ancora minorenne, dalla Costa d’Avorio. La ragazza, protetta da un paravento, ieri ha reso la sua testimonianza davanti ai giudici della Corte........
