Pannelli fotovoltaici made in Nerviano. Missione Artemis II: Leonardo porta un po’ d’Italia sulla luna
Leonardo in prima linea nella missione lunare Sotto ricercatori sui pannelli solari
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SeguiciNerviano (Legnano), 4 aprile 2026 – Il ritorno dell’uomo nello spazio profondo con Artemis II segna un passaggio cruciale non solo per l’esplorazione lunare, ma per la ridefinizione degli equilibri industriali e tecnologici globali. In questo contesto, il ruolo di Leonardo emerge con particolare evidenza, confermando la centralità del gruppo italiano nella filiera aerospaziale internazionale e nella missione guidata dalla Nasa.
Cuore del contributo di Leonardo è il sistema energetico del veicolo Orion, elemento essenziale per la riuscita dell’intera missione Artemis II. Presso lo stabilimento di Nerviano sono stati progettati e realizzati i pannelli fotovoltaici che costituiscono le quattro ali del modulo di servizio europeo: una soluzione tecnologica avanzata, capace di generare oltre 11 kw di potenza e di garantire continuità operativa durante tutte le fasi del volo.
I tecnici di Leonardo hanno sviluppato a Nerviano i pannelli fotovoltaici
A questi si affiancano le unità di controllo e distribuzione dell’energia, veri e propri centri nevralgici che regolano i flussi elettrici a bordo, assicurando il funzionamento coordinato di sistemi vitali, strumentazione e apparati di bordo.
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Presenza umana stabile nello spazio
Non si tratta di semplici componenti, ma di infrastrutture critiche progettate per operare in condizioni estreme, dove l’affidabilità rappresentano un requisito imprescindibile. In un ambiente caratterizzato da isolamento totale, radiazioni e forti escursioni termiche, la gestione dell’energia diventa una funzione strategica, da cui dipende non solo il successo della missione, ma la sicurezza stessa dell’equipaggio.
Artemis II, che riporterà gli astronauti in orbita lunare dopo oltre cinquant’anni, rappresenta dunque anche un banco di prova per tecnologie destinate a sostenere una presenza umana stabile nello spazio. In questa prospettiva, Leonardo si colloca come attore chiave nello sviluppo di sistemi abilitanti, capaci di supportare non solo missioni esplorative, ma vere e proprie infrastrutture spaziali.
Un tecnico al lavoro sui pannelli
La visione di Cingolani
È questa la visione delineata dall’amministratore delegato Roberto Cingolani, che sottolinea come “lo Spazio si conferma sempre più strategico per gli equilibri geopolitici e la sicurezza globale. Stiamo passando da una logica di esplorazione a quella di infrastruttura abilitante capace di generare dati e capacità critiche anche per la Terra. Sviluppare una presenza duratura sul suolo lunare è una sfida che rafforzerà lo sviluppo tecnologico, la sicurezza e la competitività industriale”.
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