La metrotranvia Milano-Seregno in bilico, fronte compatto dei sindaci: “Il ministero deve aiutarci”
In Città metropolitana il vertice per fare il punto sulla linea Milano-Seregno Opera bloccata dai 120 milioni di extracosti
Per approfondire:
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SeguiciMonza, 15 aprile 2026 – Un tavolo allargato, un fronte istituzionale compatto e una richiesta che ora suona come un ultimatum. Al centro, ancora una volta, la metrotranvia Milano-Seregno.
Un’opera attesa da oltre vent’anni, oggi appesa a un nodo da 120 milioni di euro: gli extracosti che gli enti locali non sono in grado di sostenere.
Un passaggio politico importante
Nella sede della Città metropolitana di Milano, la riunione convocata dalla consigliera delegata alla Mobilità, Daniela Caputo, segna un passaggio politico importante: la prima partecipazione anche della Provincia di Monza e Brianza al tavolo istituzionale e la coesione tra tutti i Comuni. La linea è chiara e condivisa: chiedere un incontro urgente al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il dato politico più rilevante è la compattezza. E soprattutto lo stop a ipotesi di ridimensionamento del progetto (con capolinea a Paderno Dugnano). A sottolinearlo con forza è il sindaco di Seregno, Alberto Rossi: “L’aspetto significativo da sottolineare è che vi è una condivisione molto ampia sulla necessità di completare l’opera integralmente”. E ancora: “Registro positivamente che la boutade emersa dello stralcio parziale dell’opera non sia nemmeno sul tavolo”.
Un appello urgente al ministero
Da qui l’appello al ministero: “Chiederemo l’incontro in maniera congiunta, confidando di instaurare un dialogo costruttivo, rispetto a un’opera che il Ministero stesso ha definito strategica”. E soprattutto: “La cifra che occorre ora non è reperibile dai soli enti locali coinvolti. Per questo il coinvolgimento ministeriale è fondamentale”. Attorno al tavolo, i sindaci dei Comuni interessati - da Milano a Seregno, passando per Bresso, Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano, Nova Milanese e Desio -, insieme al presidente della Provincia, Luca Santambrogio.
Tensioni e sfide sul campo
Un confronto che arriva dopo settimane di tensioni, mentre lungo il tracciato i cantieri continuano a incidere sulla vita quotidiana. A pesare non sono solo i ritardi, ma gli effetti concreti: attività in difficoltà, parcheggi ridotti, centri urbani sotto pressione. Tra Seregno e Desio, il deposito dei tram già realizzato rischia di diventare il simbolo di un’opera incompiuta.
La sinergia con il governo
Nel corso dell’incontro, Caputo ha ribadito: “Siamo pronti a lavorare in sinergia con il governo per trovare le soluzioni più efficaci e veloci”. Sullo sfondo resta però la posizione rigida di Roma, che ha chiarito di aver “già contribuito” con oltre 128 milioni e di non ritenersi responsabile di ritardi e criticità. E intanto, dal fronte politico, si alzano le voci.
Le posizioni politiche
Il capogruppo leghista in Regione, Alessandro Corbetta, attacca Città metropolitana: “Centoventi milioni di euro di extracosti scoperti dalla sera alla mattina. Sulla metrotranvia Milano-Seregno siamo di fronte a una gestione pessima”. Di segno opposto, ma convergente sulla necessità di una soluzione, la posizione del segretario dem Lorenzo Sala: “Un rinnovato coordinamento e volontà comune di azione servono perché ora è il tempo di risolvere i problemi. Sul trasporto pubblico su ferro ci giochiamo un pezzo di sfida di Regione Lombardia”.
Un futuro incerto
Il programma, che fissava il primo tram alla primavera del 2028, oggi appare sempre più incerto. Ma dal vertice emerge almeno una certezza: il territorio si presenta unito.
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