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Brianza più vicina a Orio e Malpensa. In treno direttamente all’aeroporto: “Basterà sfruttare la rete esistente”

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Lo scalo di Orio è stato protagonista di una crescita impetuosa negli ultimi anni fino a superare i 17 milioni di passeggeri

Per approfondire:

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Dalla Brianza agli aeroporti senza cambi, senza stress, senza auto. Un treno diretto che unisca Monza, Arcore, Carnate e Seregno con l’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, e, sull’altro versante, fino a Malpensa. Più che un’ipotesi, oggi è una visione concreta che prende forma tra progetti ferroviari, studi tecnici e una spinta politica sul territorio.

Il momento è favorevole. Il collegamento ferroviario tra la stazione di Bergamo e lo scalo di Orio al Serio sta entrando nella fase decisiva dei lavori: entro la fine dell’anno, o al più tardi all’inizio del prossimo, la nuova fermata sarà attiva. Ed è proprio su questo snodo che si apre la partita più interessante: quali linee potranno innestarsi su questo nuovo asse della mobilità lombarda?

Tra le ipotesi più avanzate c’è quella che coinvolge la linea R14 Milano-Carnate-Bergamo, con fermate strategiche in Brianza. Ma lo sguardo si allarga ulteriormente fino a immaginare una connessione diretta tra i due principali aeroporti lombardi. Un corridoio ferroviario continuo che, passando per la Brianza, colleghi Orio al Serio a Malpensa.

"Il Collegio degli ingegneri ferroviari ha già presentato uno studio sulle diverse possibilità di collegamento – spiega il consigliere regionale del Pd, Gigi Ponti –. Si tratta di uno scenario ampio, dentro il quale la Brianza ha grandi possibilità di inserirsi".

Il punto di forza, sottolinea, è la rete già esistente: "Parallelamente si sta lavorando al collegamento tra Saronno e Malpensa. Saronno è già connessa con Seregno: questo consentirebbe, con la riattivazione della Seregno-Carnate, di creare una linea unica tra i due aeroporti". Una prospettiva che fino a poco tempo fa poteva sembrare suggestiva, ma che oggi si appoggia a condizioni concrete. Tra queste, la possibile riattivazione della tratta Seregno-Carnate, ferma dal 2019 ma tornata al centro del dibattito anche in vista della chiusura temporanea del Besanino, prevista tra settembre 2026 e settembre 2027 per i lavori legati alla Pedemontana.

Il tracciato, nella sua versione più ambiziosa, disegnerebbe una direttrice strategica: da Bergamo e Orio al Serio verso Monza, Arcore e Carnate, quindi Seregno, Saronno e infine Malpensa. Una linea capace di trasformare la Brianza in un nodo ferroviario di primo piano. Se ne discuterà mercoledì 1° aprile, alle 18, nella sede della Provincia di Monza e Brianza, in un convegno promosso da Brianza Rete Comune.

Un’occasione per mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, tecnici e operatori del settore, a partire dagli studi del Collegio ingegneri ferroviari italiani e dai contributi dei vertici di Sacbo, la società che gestisce lo scalo bergamasco, protagonista di una crescita impetuosa negli ultimi anni fino a superare i 17 milioni di passeggeri.

"È una proposta di grande interesse strategico – sottolinea ancora Ponti – perché consentirebbe, utilizzando infrastrutture esistenti, di creare un collegamento continuo tra Orio e Malpensa, con evidenti vantaggi per il sistema dei trasporti".

Non solo. In Consiglio provinciale è già stato approvato un documento che va in questa direzione, puntando sulla riattivazione della Seregno-Carnate e sull’ipotesi di un Orio Express brianzolo.

"Riaprire la tratta sarà fondamentale per alleggerire i disagi dei pendolari durante la chiusura del Besanino", osserva Ponti. In questo scenario, Monza intravede l’opportunità di rafforzare il proprio ruolo di hub ferroviario.

Il sindaco Paolo Pilotto parla di una "visione integrata dei trasporti", in cui il ferro diventa protagonista insieme alla sostenibilità. "Un collegamento diretto con gli aeroporti – osserva – rappresenta un vantaggio enorme per i cittadini: meno traffico, meno stress, più qualità della vita". Perché, alla fine, la sfida non è solo infrastrutturale, ma riguarda il modo stesso di muoversi e vivere il territorio.

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