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Moria di pesci nel laghetto di via Europa a San Donato, via al piano-salvezza: “Analisi, diagnosi e monitoraggi”

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Morie di pesci, cittadini e ambientalisti chiedono un piano di prevenzione

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Articolo: San Donato, pesci morti affiorano dal laghetto: “Disastro ambientale, intervenite”

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Un ecosistema prezioso quanto delicato, che necessita di essere tutelato e tenuto sotto controllo. Cittadini e ambientalisti chiedono monitoraggi costanti e interventi di riossigenazione delle acque del laghetto di via Europa, per prevenire morie di pesci come quella dello scorso dicembre, quando, a causa di un temporaneo calo di ossigeno, l’ex cava ha restituito i corpi senza vita di centinaia di esemplari tra carpe, amur e black bass. Un episodio che, pur a distanza di mesi, non smette di suscitare dibattito e interrogativi.

Di tutto questo si è parlato in un recente incontro dal titolo "Laghetto di via Europa: come stai?", promosso nella sala consiliare del Municipio dalle associazioni Wwf e GreenSando, col patrocinio del Comune. Tra i relatori, la docente del Politecnico di Milano Arianna Azzellino e il naturalista Walter Ferrari.

"Provocata da una mancanza di ossigeno legata a cause naturali, quali la fermentazione delle foglie che cadono nell’acqua, la moria di pesci potrebbe non essere un episodio sporadico - afferma Tony Bruson, coordinatore delle Sentinelle del Parco agricolo Sud Milano, presente a sua volta all’incontro in qualità di relatore -. Per prevenire situazioni analoghe, che potrebbero ripresentarsi specie nella stagione fredda, è necessario favorire il ricambio dell’acqua, ad esempio col posizionamento di pompe di sollevamento per "svuotare" parzialmente il laghetto e riattivare l’ingresso di nuovo liquido dalle risorgive. In questo senso, è importante anche il posizionamento di un misuratore idrometrico, per fotografare il livello dell’acqua e le sue eventuali variazioni".

Come rimarcato durante l’assemblea dal vicesindaco di San Donato Carlo Barone, lo stato di salute dell’area è oggetto di attenzione da parte del Comune, che sta valutando gli interventi più idonei da effettuare.

"L’amministrazione cittadina, tuttavia, non è entrata nel dettaglio delle modalità e delle tempistiche degli interventi. Al contrario - sostiene il presidente locale del Wwf, Giorgio Bianchini -, riteniamo prioritario stilare un programma, che non può prescindere da una fase preliminare di analisi, diagnosi e monitoraggio".

Tra le richieste della vox populi ci sono anche maggiori manutenzioni dell’area verde e della passeggiata che si snodano attorno all’ex cava. Si chiede inoltre il controllo e il contrasto delle specie invasive la cui presenza è stata segnalata nella zona, come tartarughe americane, tartarughe azzannatrici e anatre mute.

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