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Monte Paschi, la stabilità passa dal nuovo presidente

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18.04.2026

C'è una linea sottile, ma decisiva, che separa le vittorie tattiche dalla stabilità strategica. Nel caso del Monte dei Paschi di Siena, l'assemblea che ha rimesso in sella Luigi Lovaglio appartiene senza dubbio alla prima categoria. La seconda, quella che davvero conta per il destino della banca più antica del mondo, è ancora tutta da costruire. E richiede qualcosa di più di un voto favorevole: pretende equilibrio, senso delle istituzioni e una responsabilità che non si esaurisce nella conta dei consiglieri.

I numeri, in questo caso, non sono neutri. Otto consiglieri espressione della lista Lovaglio, sette riconducibili all'altra parte, compreso il rappresentante di Assogestioni. Una maggioranza aritmetica che è, allo stesso tempo, una minoranza politica allargata. Una configurazione che sembra disegnata apposta per mettere alla prova anche il più abile degli equilibristi. E infatti, di là delle rassicurazioni dello stesso Lovaglio («non sono spinto da desiderio di rivincita»), il rischio di una navigazione a vista è tutt'altro che remoto. In questo contesto, una breve ma necessaria annotazione va fatta sulla Legge........

© Il Giornale