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Alberto Giacometti al Met di New York. Lo scultore che ha restituito la condizione esistenziale dell’uomo

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Il Metropolitan Museum of Art di New York ospiterà “Giacometti in the Temple of Dendur”, dal 12 giugno all’8 settembre 2026, un progetto espositivo che mette in relazione le sculture di Alberto Giacometti (1901–1966) con uno degli spazi più emblematici del museo: il Tempio di Dendur. La mostra è curata da Stephanie D’Alessandro, curatrice di Arte Moderna “Leonard A. Lauder” e coordinatrice superiore della Ricerca del Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea del Met, insieme ad Aude Semat, curatrice associata del Dipartimento di Arte Egizia del Met, ed Emilie Bouvard, curatrice della Fondazione Giacometti di Parigi, che ha co-organizzato la mostra insieme al Met. La rassegna sarà allestita nella Gallery 131 del Met Fifth Avenue, proponendo un confronto diretto tra alcune opere dello scultore svizzero e l’architettura monumentale di origine egizia, oggi collocata all’interno del museo. L’esposizione presenterà complessivamente diciassette sculture: quattordici figure in bronzo e gesso provenienti dalla Fondation Giacometti, tra cui alcuni gessi policromi raramente esposti, e tre opere appartenenti alle collezioni del Metropolitan Museum. Le opere saranno installate sia all’interno sia attorno al Tempio di Dendur, con l’obiettivo di evidenziare il rapporto tra la ricerca plastica di Giacometti e l’eredità formale e simbolica dell’arte dell’antico Egitto. Il progetto si concentra su una delle costanti della ricerca dello scultore: la rappresentazione della figura umana come presenza fragile, isolata e al tempo stesso persistente nello spazio. Giacometti, nel corso della sua carriera, ha indagato in modo continuo la possibilità della scultura di restituire la condizione esistenziale dell’uomo, sospesa tra solitudine e resistenza. In questa prospettiva, l’arte egizia antica rappresentò per lui un riferimento fondamentale, soprattutto per la sua capacità di sintetizzare la forma umana in strutture essenziali e cariche di intensità spirituale. L’interesse di Giacometti per l’antico Egitto si sviluppa precocemente, a partire dai soggiorni in Italia tra il 1920 e il 1921, quando lo scultore entra in contatto con opere egizie a Firenze e Roma. Le caratteristiche formali di quelle sculture, in particolare la frontalità rigida e........

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