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La cultura non si fa con veti ed esclusioni

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09.05.2026

La Biennale riflette lo stato del mondo: venti padiglioni nazionali calano le saracinesche contro Israele, mentre fuori sfilano i cortei pro-Palestina. Lo spettacolo è preciso, quasi coreografato. Vale la pena partire da una domanda semplice: se il criterio del veto diventasse pratica consolidata, quante manifestazioni culturali internazionali sopravviverebbero? Pochissime. Il mondo non è un posto pulito. Ci sono gli Stati Uniti e l'Iran. La Cina e Taiwan. La Russia e l'Ucraina. L'India e il Pakistan. Il Marocco e il Sahara Occidentale. Passando di veto in veto, di padiglione chiuso in padiglione chiuso, si arriverebbe a una Biennale con tre o quattro paesi ammessi, e anche su quelli qualcuno avrebbe qualcosa........

© Il Giornale