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Una manifestazione contro il pensiero dominante

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19.04.2026

A Milano, sotto il Duomo, Matteo Salvini ha chiamato a raccolta la sua gente. E già questo, in un Paese normale, basterebbe. Invece no: prima ancora di vedere quanta gente sarebbe scesa in piazza, è partita la solita litania sul fatto che quella manifestazione fosse inopportuna, divisiva, addirittura quasi incostituzionale.

Il sindaco Sala, che di Milano dovrebbe occuparsi, si è detto amareggiato di dover assistere a una manifestazione del genere ma di non avere gli strumenti per vietarla. Capite? Amareggiato perché dei cittadini esercitano un diritto costituzionale. E dispiaciuto di non poterlo impedire. Se non fosse vero, sembrerebbe una barzelletta. Invece è la fotografia di un pezzo di classe dirigente che difende la Costituzione a parole e la vorrebbe aggirare nei fatti. E così la sinistra, con accuse di questo tipo, finisce per legittimare le contromanifestazioni dei centri sociali: si distribuiscono martelli ideologici che poi qualcuno trasforma volentieri in strumenti più concreti per fare danni a Milano, ai milanesi e alle forze dell'ordine.

La scena è sempre la stessa: la Carta viene agitata come una bandiera quando serve e........

© Il Giornale