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Il "disagio mentale" ormai giustifica tutto

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21.01.2026

Gentile Direttore Feltri,
le scrivo colpito e disgustato dal delitto avvenuto a La Spezia, dove un ragazzo marocchino ha ucciso un ragazzo egiziano, apparentemente per gelosia. Stando a quanto riportato, il giovane avrebbe detto subito, dopo l'arresto, che la sua intenzione era uccidere. Eppure, a distanza di poco tempo, ecco comparire una narrazione diversa: l'avvocato parla di «disagio», di comportamenti autolesionistici, di fragilità psicologica, quasi a costruire una cornice attenuante. Le chiedo: lei cosa pensa di questa tendenza a trasformare un omicida in un «ragazzo fragile»?

Michele Bonino

Caro Michele,
penso esattamente quello che pensi tu, e cioè che il «disagio mentale», in Italia, sta diventando una specie di lasciapassare morale, una coperta pronta all'uso che si stende addosso all'autore del crimine per scaldarlo, proteggerlo, scusarlo. Una coperta che, curiosamente, viene tirata fuori con una velocità impressionante quando l'autore del reato è straniero, quando è «migrante», quando è l'ennesimo protagonista di quella cronaca nera che qualcuno finge non esista. Funziona così: se delinqui e hai un cognome italiano, sei un bastardo lucido. Se delinqui e hai un passaporto diverso, o un'origine «sensibile», diventi immediatamente un poveretto, un «fragile», uno «non integrato», uno «segnato da traumi»,........

© Il Giornale