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Berlusconi l'immortale

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07.06.2026

Avevamo sbagliato il conto. Dicevamo che Silvio Berlusconi aveva sette vite, e i più generosi gliene attribuivano nove come ai gatti, perché lo avevamo visto schiacciato come un gatto sotto un corteo di Tir e rialzarsi ogni volta, scrollarsi la polvere di dosso e ripartire come se niente fosse. Adesso mi tocca correggermi. Ne aveva una in più, la decima, ed è quella che non si conta perché è eterna. Non parlo dell'«aldilà», dove spero stia raccontando barzellette a un pubblico che non può più cambiare canale. Parlo dell'«aldiquà». La prova è arrivata in questi giorni, e non da un teologo ma da un tribunale, anzi da due notizie nello stesso giorno.

La gip di Firenze ha archiviato per la sesta volta in trent'anni l'accusa secondo cui Berlusconi e il suo Dell'Utri sarebbero stati i mandanti esterni delle stragi del 1993, le bombe che insanguinarono Firenze, Milano e Roma dopo il sangue di Falcone e Borsellino. L'assurdità di quel teorema l'ha già spiegata in questi giorni Tommaso Cerno, e non sto a rifarne il conto. Sei archiviazioni, scrivo bene, sei. Conviene intendersi sulla parola, perché archiviato non significa assolto in un talk show e non significa santificato in piazza, significa che per la giustizia, su quella pista, non c'è sostanza per andare avanti, e non c'era mai stata. Resta........

© Il Giornale