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Gli eurobond salva-Europa

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16.02.2026

Se l'Europa voleva un brusco risveglio geopolitico, lo ha avuto. Le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz a cavallo del weekend hanno certificato una crepa con Washington che fino a pochi mesi fa sarebbe stata impensabile. Non una divergenza tattica, ma una distanza strategica. Il messaggio è semplice: l'ombrello americano non è più un automatismo.

Ma attenzione alle illusioni. Gli strappi verbali fanno rumore, non necessariamente storia. L'Occidente non può permettersi una rottura strutturale tra Europa e Stati Uniti. L'Alleanza atlantica resta un pilastro, per ragioni militari, industriali, finanziarie. Cambierà l'equilibrio, non il legame. Più autonomia europea, sì. Separazione, no. Sarebbe un suicidio reciproco. Il punto, semmai, è un altro: se la protezione americana non è più scontata, non può esserlo nemmeno la dipendenza finanziaria. L'Europa deve imparare a finanziarsi da sola. Non è ideologia: è aritmetica.

Mario Draghi ed Enrico Letta lo hanno detto con toni diversi, ma convergenti: senza un salto negli investimenti comuni, l'Unione è destinata al declino. Competitività, tecnologia, difesa: tre parole che oggi significano una sola cosa: denaro. Molto denaro. Subito. Alla fine del 2024 Draghi stimava un fabbisogno di 800 miliardi l'anno.........

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