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Perdita della memoria, Alessandra Graziottin: «Sonno e camminata del mattino: ecco come difendersi»

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11.05.2026

«Dove ho lasciato le chiavi?», «Perché sono andata in cucina?», «Ma come si chiama quel negozio?». Nomi che sfuggono, piccoli e grandi vuoti di memoria, ricordi smarriti. Crescono l'ansia e la paura che, in agguato, ci sia una malattia inquietante e grave, come la demenza. Ancor più se in famiglia qualcuno ne ha già sofferto, uomo o donna che sia.

La perdita grave di memoria che caratterizza la demenza mista, Alzheimer e vascolare, la più frequente, è sottesa dalla distruzione dell'80% delle cellule nervose, i neuroni colinergici, che ne garantiscono la funzione, in un'area critica del cervello, l'ippocampo. È allora troppo tardi per cambiare la traiettoria di salute, in cui la demenza è la punta dell'iceberg di una fragilità demolitiva, associata a osteoporosi e sarcopenia.

La sfida è intercettare i primi fotogrammi del film "La perdita della memoria", quando la distruzione dei neuroni è ancora agli inizi ed è possibile rallentare decisamente il percorso di malattia. Questo implica non «normalizzare» e non «banalizzare» i primi segnali dicendo «Tutti dimenticano!». E riflettere sul perché la demenza colpisca le donne nel 70% dei casi e gli uomini nel 30%.

Gli ormoni sessuali sono il primo fattore critico per ottimizzare la........

© Il Gazzettino