Educare i bambini per creare adulti realizzati. Graziottin: «Benedetti i nonni che dicono di no»
A parità di talenti, che cosa fa la differenza tra un bambino, un ragazzo e un adulto che poi sorrideranno alla vita, vivendola con intensità e soddisfazione, con i suoi giorni di pioggia e i suoi giorni di sole, e i coetanei ai margini, con vite in grigio, da gregari, da falliti o da odiatori? Gli stili educativi. Espressione che sintetizza molti ingredienti: adulti responsabili, anzitutto, che mettono l'educazione del figlio come priorità dell'essere genitori.
Dove l'amore, la certezza di essere stati voluti, amati e seguiti con dedicata attenzione, ma anche la solida fermezza nel motivare i "sì", e i preziosissimi "no", è finalizzata a dare la "base sicura" di fiducia in sé, su cui sviluppare poi talenti e vocazioni. Quando converso con le mie pazienti, chiedo di vedere le foto di figli o nipoti: uno sguardo dice molto sulla qualità della creatura, il suo equilibrio interiore, o le sue zone oscure, le sue priorità, l'atmosfera educativa di cui è circondato.
Negli anni, emergono alcuni denominatori comuni. E siccome ho l'onore e il privilegio di seguire pazienti anche da quarant'anni, con tre generazioni della stessa famiglia, ho un osservatorio privilegiato nel tempo, con pluralità di voci. Tocco con mano l'importanza........
