La settimana di passione (e paura) del calcio italiano
Varata un riforma sui giovani, ma se Gattuso non ci porta al Mondiale è già pronto il plotone d’esecuzione
Un viaggio nel calcio che verrà
Un viaggio nel calcio che verrà
Perché la poltrona di Gabriele Gravina in Figc non dipende dai Mondiali
Perché la poltrona di Gabriele Gravina in Figc non dipende dai Mondiali
Sta per cominciare la settimana più lunga del calcio italiano. Piena di passione, ma anche di paura. L’unica settimana in cui i 50 milioni di italiani che pagherebbero per sedersi sulla panchina della Nazionale non vorrebbero essere nei panni di Ringhio Gattuso, il “frate trappista”, come lo ha definito Gravina. Lo lasciano solo, pronti a impallinare lui, Gravina e soci se le cose dovessero andare male per la terza volta di fila, lasciando un’altra generazione di ragazzi senza l’azzurro per cui tifare al Mondiale americano, il più numeroso e diffuso mai visto prima. Si comincia giovedì a Bergamo contro l’Irlanda del Nord, sperando poi di proseguire la marcia martedì 31 contro Galles o Bosnia. “Serve una specie di chiamata alle armi – ha detto il presidente federale –, quella che vuole anche Gattuso. La spinta del paese deve portare questi ragazzi in America a costo di andarci a nuoto”. Nel nuoto in effetti non siamo male.
Puntare su Bergamo, uno stadio gioiello, una società che ha sempre lavorato benissimo sui giovani, poteva avere anche un senso filosofico. Oggi, ritrovarsi sull’erba dove il Bayern ne ha rifilati sei all’Atalanta (più i quattro del ritorno) può sembrare un brutto presagio. In realtà non è altro che la........
