Diserzioni, appelli e minacce contro i traditori. Lo scontro oltre l'ideologia compatta
Nella Repubblica islamica nessun pezzo grosso si sente al sicuro e la domanda che tutti si fanno a Teheran è quanto a lungo potrà continuare a sopportare il regime
“Con le forze di terra, il regime iraniano è spacciato”. Parla il generale israeliano Eiland
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Non aver paura di dire regime change
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La Russia sta fornendo all'Iran l'intelligence per colpire obiettivi americani in medio oriente
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Non ci sarà alcun deal. “Arrendetevi o morirete”, ha detto ieri Donald Trump, dopo che il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha parlato di nuove iniziative di mediazione diplomatica. Nella notte tra giovedì e venerdì una nuova ondata di missili ha colpito il compound di Ali Khamenei distruggendo il famigerato bunker, in cui secondo l’Idf hanno continuato a riunirsi i vertici della polizia che lo ritenevano “impenetrabile. La mattina è stata la volta della residenza di Mojtaba, che non è ancora riapparso in pubblico e di cui non si hanno notizie certe. Un altro strike ha distrutto lo stadio Azadi, dove in un’altra èra geologica si esibì Frank Sinatra e che da qualche giorno era diventato un centro di smistamento dei pasdaran orfani delle loro basi. Ieri è stato pure il giorno di altre probabili decapitazioni illustri: sarebbe morto nel bunker Ashgar Mir Hejazi, consigliere per la sicurezza di Khamenei, era anche detto “il messaggero”, perché per anni si è occupato di veicolare le posizioni della Guida suprema.
Portava i suoi messaggi al........
