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Thomas More e Thomas Becket per me pari sono a Rep.

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09.03.2026

Gender dilagante e arruolamenti inconsapevoli nelle notti insonni di Stefano Lorenzetto a fare le pulci ai giornali

Etica. Sulla Repubblica, nella sua sempre gustosa rubrica quotidiana di risposte alle lettere, Francesco Merlo scrive: “Come insegna Shakespeare, lo stesso Enrico VIII rimase eticamente irreprensibile pure quando giustiziava i vescovi tra cui l’inventore dell’utopia Thomas More (che nel 2010 fu fatto santo)”. Due piccoli errori macchiano un po’ l’etica non tanto irreprensibile del noto giornalista, che oltre a scrivere bene dovrebbe dare anche qualche notizia giusta. Thomas More non era vescovo ma Lord cancelliere d’Inghilterra quando il monarca lo fece decapitare (Merlo si confonde con Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury, fatto ammazzare nel 1170 da un altro re, Enrico II, e canonizzato nel 1173 da papa Alessandro III). Più lungo il cammino di More verso gli altari: il grande umanista non fu “fatto santo nel 2010”, bensì canonizzato da Pio XI nel 1935, a 400 anni dalla morte. Da dove Merlo abbia tirato fuori il 2010 non si sa. È vero che Thomas More fece un altro passo in carriera quando Giovanni Paolo II lo proclamò patrono dei governanti e dei politici, ma ciò accadde nel 2000, non nel 2010. Come spiegare questi sbagli? Siccome Merlo conosce la storia, ma forse non è più assistito (e noi con lui) dalla memoria di un tempo, apprezzerà la citazione di Cesare Pavese: “Lavorare stanca”. [11 gennaio 2026]

Andrew. Titolo dal Corriere.it: “Attivisti appendono la foto dell’ex principe Andrew arrestato al museo del Louvre”.........

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