Albanese “vitriolica”, Belpietro giustizialista
Dalle acrobazie giudiziarie di Maurizio Belpietro, passando per virgole assassine, francesismi azzoppati e titoli che inciampano nei numeri. Le notti insonni di Lorenzetto a far le pulci ai giornali
Vetriolo. Sempre immaginifica Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, soggetti “a vitrioliche polemiche create ad arte”, così scrive sul Fatto Quotidiano. L’aggettivo vitriolico non è attestato nei principali vocabolari (Grande dizionario della lingua italiana, Lo Zingarelli 2026, Devoto-Oli, Treccani): trattasi di un calco disinvolto dall’inglese vitriolic (“vetriolico; di vetriolo”). Subito dopo: “Ciò che è nuovo – e corrosivo – nel mio caso, per intensità e costanza, e corrosivo, è la distorsione sistematica del mio mandato”. Ciò che è “vitriolico” probabilmente è anche doppiamente corrosivo. E ancora: “Il mio lavoro si inserisce nel solco tracciato dai miei predecessori, come John Dugard, Richard Falk e Michael Lynk, che hanno documentato, per oltre vent’anni politiche descritte come apartheid”. Ci spiace per Albanese, ma la virgola dopo “documentato” separa il verbo dal complemento oggetto (“politiche”). [19 febbraio 2026]
Imputati. Maurizio Belpietro, direttore della Verità, nell’editoriale di prima pagina: “Innanzitutto, cominciamo col dire che non esiste alcun scudo penale”. Innanzitutto, cominciamo col dire che si scrive “alcuno scudo” (“I composti di uno, usati come aggettivi, si regolano in proposito come l’articolo indeterminativo: quindi ‘alcun........
