Paracadutisti su Rogoredo e biciclette sorvegliate: il futurismo nostalgico di Vannacci |
Cronaca semiseria della prima romana del generale. Due ore di conferenza stampa tra Piano sicurezza parallelo, ricordi del "bel paese in cui i bambini tornavano a casa da soli dopo la scuola". E uno che russa
Il tizio pelato in quinta fila col braccialetto blu al polso – ci sta scritto “Futuro Nazionale” – russa. Non forte, per carità. Russicchia, diciamo. In una stanzetta minuscola dell’hotel Artemide, su via Nazionale, a Roma, affollata di giornalisti, militanti e telecamere, dopo due ore di conferenza stampa è comprensibile il colpo di sonno. Il tipo che sta accanto al russatore, blazer marinaro con bottoni dorati e una cicatrice da pirata Morgan sulla guancia destra, gli assesta una gomitata. Devono essere amici, camerati vannacciani: “Ma che fai, ti addormenti?”. Il tizio si risveglia di soprassalto.
Roberto Vannacci, dal tavolo, non se ne accorge nemmeno. Sta spiegando come si manda un battaglione di........
