menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Il Viminale condannato a 21 milioni di multa per non aver sgomberato il centro sociale Spin Time a Roma

26 438
21.02.2026

La fiscalità generale paga per aver ignorato per anni un sequestro preventivo ordinato dal gip del Tribunale di Roma il 31 marzo 2020. Ma quello stabile occupato è intoccabile. Non perché la legge non sia chiara ma perché è politicamente incomodo applicarla.

Cominciamo dai fatti, che questa volta sono anche un paradosso. Il Tribunale di Roma, seconda sezione civile, ha condannato il ministero dell’Interno a pagare oltre 21 milioni di euro per non aver sgomberato lo Spin Time Labs, il palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme, nel centro della capitale, occupato nell’ottobre del 2013 da circa trecento persone e diventato un centro sociale che ospita soprattutto migranti. La notizia è di ieri. Il ministero dell’Interno, e dunque la fiscalità generale, paga per aver ignorato per anni un sequestro preventivo ordinato dal gip del Tribunale di Roma il 31 marzo 2020. Quel provvedimento non è mai stato eseguito. E la sentenza è precisa: dare esecuzione a un provvedimento dell’autorità giudiziaria non rientra nel potere discrezionale della pubblica amministrazione.

Non è una scelta politica. E’ un obbligo. E la sua violazione è un illecito, art. 2043 del codice civile. Fin qui, il diritto. Poi comincia la politica, e la politica è più interessante. Il centro sociale Spin Time infatti non è stato sgomberato perché è politicamente scomodo sgomberarlo. Perché i movimenti per la casa a Roma sono l’ala extraparlamentare di un certo centrosinistra che non ha mai voluto rompere quella simbiosi. Non si sgombera chi ti porta i voti di piazza, chi mobilita le piazze quando ti serve, chi dà un’anima popolare alla tua campagna elettorale. E anche i governi di centrodestra cercano di non scontentare la sinistra. Per quieto vivere. E anche perché quel centro sociale piace, non solo alla sinistra, ma pure a........

© Il Foglio