Elogio della musica passionale. Sal Da Vinci e la grammatica del “sì” a Sanremo
Il cantautore e attore torna al Festival dopo 17 anni con “Per sempre sì”. Nella serata delle cover canterà con Michele Zarrillo. “Sembra che chiunque venga da Napoli debba essere etichettato come neomelodico, non bisogna ghettizzare nessuno”
“Cosa vuol dire neomelodico? È un termine che serve a contaminare oppure a ghettizzare? Sembra che chiunque venga da Napoli debba essere etichettato così, non me ne capacito. Ogni città ha la sua cultura e il suo dialetto e noi abbiamo il dovere di recuperarli nelle nuove generazioni”. Sal Da Vinci lo racconta al Foglio con il distacco di chi conosce le trappole del pregiudizio linguistico e le smonta con un curriculum che non ammette repliche. Mentre l'Ariston consuma la sua liturgia frenetica tra televoti e dirette social, il cantante va dritto al punto, con la schiettezza di chi non deve più dimostrare nulla. Per lui, cittadino americano che guarda al jazz “non come musica di nicchia ma come espressione popolare nata nelle strade di New Orleans”, la distinzione tra serie A e serie B non ha senso. “Nella musica italiana ci sono stati gli........
