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La relazione sulla sicurezza dell'intelligence italiana fa enormi passi in avanti sull'AI

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07.03.2026

Lo stato e il diritto positivo si sono evoluti in parallelo alle rivoluzioni tecnologiche. I diritti e i doveri cambiano radicalmente, di fronte all’AI. Prima lo capiamo, più rapidamente saremo in grado di affrontare le sfide cyber della guerra asimmetrica alle democrazie liberali

Una vera rivoluzione. Non bisogna temere di usare una definizione così dirompente. Se si leggono le 157 pagine e le 18 di addendum della Relazione Annuale sulla Sicurezza Nazionale elaborata dai servizi d’intelligence italiani e depositata dal governo al parlamento lo scorso 4 marzo, il termine “rivoluzione” non è improprio. Per tanti anni, la relazione era una sintesi ragionata delle attività svolte contro le minacce tradizionali: criminalità organizzata italiana ed estera operante in Italia, riciclaggio, rischi da immigrazione incontrollata, gruppi di antagonismo di estrema destra e sinistra, terrorismo internazionale, spionaggio militare e industriale. La relazione 2026 fa un vero e proprio salto quantico. Sceglie finalmente di offrire al decisore politico e a tutti gli italiani un’analisi dei rischi totalmente nuovi del mondo odierno: quelli collegati allo sviluppo dell’IT e soprattutto al........

© Il Foglio