La minaccia dell'Iran e il senso di una guerra preventiva, spiegate dal fratello di Netanyahu
Iddo Netanyahu, medico e scrittore, spiega i motivi dell'intervento militare contro il regime iraniano: "Stavano progettando di costruire sia le armi nucleari sia i missili balistici in profondità, dove nessuna bomba avrebbe potuto penetrare. Non avevamo altra scelta che agire. Europa? Preferisce ignorare il problema
L'Iran allarga il conflitto e Trump richiede "supporto specifico" all'Ucraina contro i droni di Teheran
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L'Iran e le contraddizioni indigeribili dei leader europei intrappolati nei feticci del diritto internazionale
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La guerra in Iran rischia di mettere sotto pressione le rotte migratorie
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Roma. Come il primo ministro Benjamin e l’eroe di Entebbe Yoni, anche Iddo Netanyahu, medico e scrittore, ha servito nell’unità di élite dell’esercito israeliano Sayeret Matkal. Lo raggiungiamo al telefono per capire meglio, da una prospettiva interna a Israele, le ragioni dell’attacco all’Iran. Gli chiediamo come mai proprio in questo momento. “Dopo la guerra di giugno, abbiamo scoperto che l’Iran non solo stava riavviando il proprio programma nucleare ma, in particolare, il programma di missili balistici che sono in grado di portare delle testate da mezza tonnellata. E stava sviluppando un piano per costruire decine di migliaia di questi missili. Riesci a immaginare cosa potrebbe succedere se questi missili colpissero per esempio Tel Aviv? Diciamo che ne lancino mille in una volta. Se Iron Dome riuscisse a intercettarne il novanta percento, e non è detto che ci riesca vista l’enorme quantità, il dieci percento rimanente causerebbe una distruzione indicibile”. “Potevamo accettare........
