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Sport Mediaset game, set, match

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14.02.2026

Le Atp Finals lasciano la Rai e sbarcano a Cologno Monzese. Il Biscione ha acquisito i diritti free, offrendo secondo le indiscrezioni quattro milioni di euro, “per il prossimo ciclo pluriennale, a partire dal 2026”, assicurandosi otto match: una partita al giorno, finale compresa

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Mentre in Viale Mazzini si fanno ancora i conti con le polemiche per le gaffe del direttore di Rai Sport Paolo Petrecca durante la telecronaca della cerimonia d’apertura dei Giochi, un altro colpo si abbatte sulla tv pubblica. Più silenzioso, ma forse altrettanto pesante: le Atp Finals infatti lasciano la Rai e sbarcano a Cologno Monzese.

Mediaset e Atp hanno raggiunto un accordo triennale per la trasmissione in chiaro del torneo che chiude la stagione con i migliori otto del mondo. Il Biscione ha acquisito i diritti free “per il prossimo ciclo pluriennale, a partire dal 2026”, assicurandosi otto match: una partita al giorno, finale compresa. I diritti integrali resteranno a Sky. Per la Rai è una perdita simbolica e strategica. Le Finals, ospitate a Torino e confermate in Italia fino al 2030 grazie all’intesa tra Atp e Federtennis, sono diventate un appuntamento quasi identitario dopo l’esplosione di Jannik Sinner, che ha conquistato le ultime due edizioni del torneo. E con Lorenzo Musetti stabilmente in orbita top eight, il richiamo popolare non sembra destinato a calare, anzi.

Le indiscrezioni parlano di un’offerta Mediaset da quattro milioni di euro, contro il milione versato finora dalla Rai e i due milioni messi sul tavolo per il rinnovo. Un rilancio che la tv pubblica non ha potuto – o voluto – sostenere. Da Viale Mazzini infatti hanno spiegato che “la strategia relativa all’acquisto dei diritti sportivi deve tener conto del quadro economico-finanziario aziendale e dei ritorni in termini di ascolto”. Il risultato, però, resta quello di avere un altro evento sportivo di grande rilievo fuori dal servizio pubblico, in attesa di novità sul fronte dei diritti tv per i Mondiali di calcio 2026 (Dazn in pole per i diritti integrali).


© Il Foglio