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Le missioni di J. D. Vance, che lavora per il 2028 federando i Maga in lite

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20.03.2026

In vista delle prossime elezioni presidenziali, la sfida per il successore di Donald Trump è tra il vicepresidente Vance e il segretario di stato Marco Rubio. Il primo sembra in questa fase impossibilitato a mettersi in evidenza, ma non vanno sottovalutate le molte frecce al suo arco

Trump chiede a tutti, in privato o in pubblico: chi preferite, Rubio o Vance?

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Nella corsa per la successione a Trump il favorito è Vance, ma ci sono delle incognite

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Rubio disinnesca Vance e i russi. Ma il suo limite è la stima di Trump

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Vance o Rubio? Rubio o Vance? Alla Casa Bianca è diventata una fissazione, chiunque incontri Donald Trump si sente rivolgere la fatidica domanda: chi è meglio come candidato per il voto del 2028, Marco Rubio o J. D. Vance? Difficile sapere chi sia in testa nel borsino del presidente, che tra tre mesi compirà ottant’anni ed è entrato nella fase in cui sembra sempre più concentrato su come sarà ricordato dalla storia e su quale sarà la sua eredità politica. E quindi su chi sarà l’erede designato. Rubio ha da mesi grande visibilità, grazie al doppio ruolo di segretario di stato e di consigliere per la Sicurezza nazionale e alle operazioni in Venezuela e Iran. Vance appare più defilato, ma in realtà si sta muovendo molto e ha appena ricevuto un incarico nuovo di zecca tutto da decifrare: zar della lotta alle frodi. Quando Trump lo ha annunciato nello Studio ovale, con a fianco il suo vice, ha prevenuto con una battuta il paragone inevitabile con l’incarico simile – zar della lotta........

© Il Foglio