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Fermare Pyongyang per fermare Putin

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18.03.2026

Le armi nordcoreane tengono in vita la guerra russa in Ucraina e in cambio salvano l’economia del regime di Kim Jong Un. Per questo l'isolamento del Cremlino passa anche da Pyongyang

 Ieri il dittatore nordcoreano Kim Jong Un ha visitato il cantiere quasi ultimato del nuovo museo memoriale dedicato alle “gesta di combattimento nelle operazioni militari all’estero” nella capitale Pyongyang. Mentre il mondo occidentale sperava nella diplomazia per fermare la guerra d’aggressione russa contro l’Ucraina, in Asia la dittatura nordcoreana riscriveva i fondamenti ideologici della propria narrativa di regime per legarla indissolubilmente al conflitto che si svolge a settemila chilometri di distanza. L’epica della guerra non riguarda più la “liberazione” della Corea del sud, ormai ufficialmente “paese nemico”, ma la “minaccia ucraina nel Kursk” che avrebbe costretto la Corea del nord a entrare in guerra al fianco di Putin. La riscrittura della storia serve a Pyongyang a giustificare i morti, e ad avere un vantaggio economico: in cambio di soldati e artiglieria, Mosca offre al regime la sopravvivenza.

Il governo sudcoreano guidato dal democratico Lee Jae-myung, nonostante i cambiamenti radicali avvenuti nell’ultimo anno dentro al regime di Pyongyang – l’ufficializzazione dell’entrata in guerra con la Russia è arrivata soltanto nell’aprile dello scorso anno – non ha mai smesso di sperare nella cosiddetta “Sunshine policy”, cioè il riavvicinamento costruttivo lungo il 38° parallelo. Durante un........

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