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Otto cittadini cinesi, che in Italia spiavano i dissidenti, sono stati raggiunti da un decreto di espulsione

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07.03.2026

Motivi di “sicurezza nazionale” e foglio di via su input del Viminale. C’entrano le stazioni di polizia

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Famiglia nel bosco, nuovo affondo di Meloni contro le toghe: "Non è compito della giustizia sostituirsi ai genitori"

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Si chiamano “Stazioni di polizia cinesi all’estero” – e questo giornale, con Giulia Pompili, è stato il primo a occuparsene. Sono  reti informative collegate online  agli apparati della Repubblica popolare. Le maglie entro cui vivono e operano gli otto cinesi che – come il Foglio è in grado di anticipare – l’Italia ha deciso di espellere giovedì dal territorio nazionale. Otto uomini e donne che negli ultimi anni sono stati coinvolti in azioni di repressione transnazionale: sorveglianza e spionaggio della diaspora. Intrusioni malevole, esercitate dai cosiddetti poliziotti,........

© Il Foglio