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Da Augusto Barbera a Bobo Craxi: la galassia di sinistra schierata per il Sì al referendum sulla giustizia

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22.03.2026

Deputati, senatori, filosofi e professori. All'interno dei partiti e nel mondo della giustizia sono tante le personalità che hanno deciso di schierarsi apertamente a favore della riforma Nordio, decidendo di scendere nel merito della questione senza calcoli elettorali

Perché il referendum è un voto su un sistema in cui la cultura dello scalpo conta più dello stato di diritto

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“Molte voci per il No”, ma con una platea semivuota. Il flop di Magistratura democratica

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Renzi, di' qualcosa sul referendum

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A meno di una settimana dal voto del 22 e 23 marzo sul referendum della giustizia, gli schieramenti sembrano ormai ben definiti. La riforma Nordio ha trovato grande sostegno tra i partiti di maggioranza, mentre l'opposizione ha concentrato i suoi sforzi per il No. In mezzo c'è tutta quella galassia - di sinistra e di centrosinistra - che invece ha tagliato il campo a metà e si è schierata per il Sì. Riformisti e progressisti, del mondo politico e non solo, che a volte vengono considerati dei traditori per non aver ceduto a logiche di appartenenza militare, preferendo scendere nel merito della questione, senza troppi calcoli elettorali.

La meravigliosa sinistra per il “sì” al referendum sulla giustizia

La prima sfumatura si coglie nel Pd: se infatti la segretaria dem Elly Schlein ha duramente contrastato la riforma nelle utlime settimane, tra le fila del suo partito alcune importanti personalità voteranno Sì. In primis la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, che ha parlato di "una riforma giusta", che "va sostenuta anche se varata dal centrodestra". E poi una sfilza di esponenti dem di rilievo che orbitano intorno al partito e che si sono riuniti sotto il Comitato "Sinistra per il Sì". Tra questi c'è Stefano Ceccanti (ex deputato del Pd), Anna Paola Concia (già deputata Pd, femminista, attivista dei diritti civili), Cesare Salvi (già parlamentare del Partito Democratico), Enrico Morando (ex Parlamentare dem e viceministro con i governi Renzi e Gentiloni) e tanti altri che si legano professionalmente a incarichi che riguardano il mondo della giustizia, ma ci torniamo dopo. 

Guardando invece al passato, c'è Giuliano Pisapia, prima ex deputato con la lista Rifondazione Comunista, poi eurodeputato e sindaco di Milano con il Pd, che ha annunciato il voto favorevole al referendum sulla giustizia.

Infine ci sono anche i grandi protagonisti della stagione dell'Ulivo di Romano Prodi e che oggi invece prendono le distanze dalla posizione del loro vecchio leader: sono i prodiani per il Sì. Paolo De Castro, ex europarlamentare del Pd e ministro durante il governo Prodi, ha detto: "Voto Sì. E’ un’occasione storica”. A lui si sono aggiunti Andrea Papini, responsabile del programma dell’Unione e Marina Magistrelli, senatrice con l’Ulivo, entrambi a favore della riforma Nordio.

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Tra i partiti si registra il Sì anche del partito di Carlo Calenda, Azione. "La riforma era nel nostro programma", ha detto più volte Calenda, fugando ogni dubbio su cosa voterà. Mentre +Europa mantiene una posizione più ambigua: anche se storicamente i Radicali sono a favore della separazione delle carriere (e lo sono anche per questa riforma), lo scontro quotidiano che viene ingaggiato col governo non ha permesso una campagna referendaria particolarmente entusiasmante. Basta farsi un giro sui social del partito per capire quanto dopotutto non sia una questione troppo pubblicizzata. Matteo Renzi, invece, ha dato libertà di voto a tutti gli elettori di Italia viva, il partito del quale è il leader. Alcuni esponenti dello stesso, però, hanno lavorato apertamente per il Sì. Tra questi c'è Raffaella Paita, convinta che "la giustizia italiana abbia bisogno di una riforma e che sia del tutto salutare una separazione di ruoli tra pubblici ministeri e giudici”. Ma ancora, una delle posizioni più nette arriva dal Partito socialista italiano: "Non si tratta solo di una scelta politica ma di una posizione coerente con la storia della comunità socialista", ha detto il segretario Enzo Maraio. Una scelta che trova d'accordo i socialisti di oggi e di ieri, da Bobo Craxi a Fabrizio Cicchitto.

Verso il referendum sulla giustizia

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Poi ci sono le personalità che forse incidono di più sul voto, cioè  coloro che hanno lavorato per una vita intera all'interno della magistratura, conoscendone i funzionamenti, i pregi e i difetti. A rappresentarle c'è Augusto Barbera, presidente emerito della Corte costituzionale ed ex ministro progressista. È il frontman del mondo progessista per il Sì. Da sabato 21 febbraio è in edicola con Il Foglio un libro della nostra collana in cui Ermes Antonucci intervista proprio Barbera, rispondendo punto per punto a ogni domanda che arriva dal fronte del No. 

Cambiare la giustizia è giusto e non è di destra: parla Barbera. Un nuovo libro del Foglio

A Barbera si è aggiunto anche Costanzo Cea, ex giudice in pensione dopo 38 anni di carriere e che vanta una lunga militanza nel Partito Comunista: "Ho un passato da giovane militante nel Partito comunista, le mie idee sono di sinistra e la riforma Nordio è una riforma che la sinistra ha coltivato. Oggi i dirigenti del Pd hanno cambiato partito, seguono il partito dell’Associazione nazionale magistrati. Io i conti con le forze politiche che non condivido li faccio alle elezioni, non al referendum”.

hasta il referendum siempre

"Io, ex giudice di sinistra, voto Sì al referendum". Parla Costanzo Cea

Infine Claudio Martella, ex ministro della Giustizia e socialista vicino a Bettino Craxi, è stato il successore in Via Arenula di Giuliano Vassalli. Secondo Martelli la riforma Nordio pone rimedio alle degenerazioni presenti nella giustizia: "La situazione da cui usciamo è la lottizzazione, la manipolazione correntizia del Csm e di tutti gli incarichi direttivi, in particolar modo da parte dall’Anm. Non a caso anche l’ex presidente dall’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone l’ha definita il cancro della magistratura. Di questo si tratta e oltretutto è ormai una metastasi”. Per questo e altre ragioni, l'ex guadasigilli il 22 e 23 marzo voterà Sì.

L'ex Guardasigilli Martelli: “L'Anm è il cancro della magistratura. Vassalli voleva le carriere separate”

Infine, nel mondo accademico e intellettuale c'è la filosofa e storica Claudia Mancina, componente della direzione del Pd. A unirsi ci sono anche Chicco Testa, Claudio Petruccioli, Cesare Salvi, Umberto Ranieri, Nicola Latorre, Mario Oliverio, portatori sani della cultura politica della Quercia, ovvero l'identità del Partito democratico della Sinistra (PDS). Tra questi non si può dimenticare Marco Minniti, ex ministro dell'interno nonché figura chiave del governo D'Alema.


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