Così è stato eliminato Khamenei. L'intelligence, le coperture e gli strike che cambiano il Medio Oriente
La Cia lo seguiva da mesi, Israele pianificava l'attacco, e i negoziati di Ginevra servivano a tenerlo lontano dai bunker. Mentre la Guida suprema iraniana teneva la sua riunione di routine, i missili sono arrivati a sorpresa. La ricostruzione di come si è arrivati all'attacco di sabato
È sabato mattina a Teheran quando l'ayatollah Ali Khamenei, guida suprema della Repubblica islamica dell'Iran, si riunisce con i suoi più stretti collaboratori nel compound governativo che ospita gli uffici della presidenza, del leader supremo e del Consiglio di Sicurezza nazionale. Non è una riunione straordinaria: si tratta di un incontro di routine, uno di quelli che Khamenei teneva regolarmente con il suo entourage. Ma quella mattina, per la prima volta, la Cia sapeva esattamente dove si trovava. E Israele era pronto a colpire.
Secondo fonti a conoscenza dell'operazione, sentite da New York Times e Axios, l'agenzia di intelligence americana aveva monitorato i movimenti di Khamenei per mesi, affinando progressivamente la propria capacità di prevederne gli spostamenti e i pattern di comportamento. Le informazioni raccolte erano di altissima qualità e hanno permesso di localizzare il leader iraniano con un grado di precisione inusuale. La svolta è arrivata quando la Cia ha appreso che sabato mattina si sarebbe tenuta una riunione di vertice al compound governativo di Teheran, e che Khamenei vi avrebbe partecipato di persona. Quella notizia ha cambiato i piani operativi. Stati Uniti e Israele, che avevano inizialmente programmato un attacco........
