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Tanti livelli intrecciati. La selezione naturale non è un processo lineare

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24.02.2026

Quale livello dell’organizzazione biologica va seguito per per spiegare la storia delle specie, gli adattamenti, le grandi transizioni? Un nuovo studio e tutte le sue implicazioni per la teoria evoluzionistica

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Perché l’idea di selezione multilivello è sempre stata così controversa in biologia evoluzionistica? Negli anni Sessanta la selezione di gruppo è stata messa sotto accusa su due fronti: quello delle idee e quello dei modelli quantitativi. Sul piano concettuale il bersaglio erano le spiegazioni che attribuivano ai gruppi, o addirittura alla specie, comportamenti “per il bene comune”: animali che limitano la riproduzione per evitare la sovrappopolazione, gruppi che adottano regole di prudenza per preservare le risorse, specie che “si regolano” per non estinguersi. Il libro di Wynne-Edwards, nel 1962, aveva dato una forma sistematica a questo modo di pensare, immaginando popolazioni controllate da meccanismi sociali che si evolvono perché utili alla sopravvivenza del gruppo o della specie. Proprio quel quadro ha offerto a George C. Williams, nel 1966, l’occasione per una demolizione metodica: gli adattamenti vanno attribuiti al livello più ristretto che basti a spiegarli, e un’ipotesi di selezione di gruppo è legittima solo quando ogni spiegazione basata su geni o individui sia stata esaminata e respinta e solo in assenza di ingenue semplificazioni finalistiche. In assenza di questa disciplina, il “bene del gruppo” diventa un contenitore per intuizioni vaghe e teleologiche.

Un malinteso da risolvere: così la selezione naturale agisce sull'evoluzione

Sul piano dei modelli, la critica è stata ancora più dura. Williams e poi Maynard Smith mostrarono con argomenti semplici che, in gruppi composti da individui con comportamenti diversi, un tipo che si avvantaggia all’interno del gruppo tende a diffondersi più rapidamente di un tipo “altruista” che sacrifica il proprio successo per il gruppo. Se i gruppi si mescolano, se c’è migrazione, se la loro estinzione dipende solo debolmente dalla composizione interna, il vantaggio individuale prevale quasi sempre. Perché la selezione di gruppo produca veramente adattamenti di gruppo servono condizioni molto restrittive: gruppi piccoli, pochissima migrazione tra gruppi, estinzioni frequenti e strettamente legate alla composizione del gruppo, formazione di nuovi gruppi a partire da pochi fondatori.........

© Il Foglio