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Cosa bolliva nelle pentole preistoriche di tutta Europa? Lo studio

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12.03.2026

Una ricostruzione culinaria preistorica che parte dalle incrostazioni delle preparazioni alimentari rimaste sulle pareti interne di vasi ceramici provenienti dall'Europa settentrionale e orientale. Un'analisi microscopica e chimica dalla quale emerge una fotografia della cucina di migliaia di anni fa

Come crolla il mito del digiuno intermittente

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I risultati di un’analisi pubblicata su Plos one consentono di tentare una ricostruzione culinaria più concreta di quanto fosse possibile finora per l’Europa mesolitica e neolitica precoce. Lo studio prende in esame le croste carbonizzate rimaste aderenti alle pareti interne di vasi ceramici provenienti da numerosi siti dell’Europa settentrionale e orientale. Queste incrostazioni derivano direttamente dalle preparazioni alimentari e si formano quando zuppe, brodi o stufati evaporano lentamente durante la cottura. L’analisi microscopica e chimica consente di riconoscere minuscoli frammenti di piante e animali intrappolati nella matrice carbonizzata. Da queste tracce emerge una fotografia della cucina preistorica per cui si usavano le pentole. I residui rivelano una forte presenza di pesce d’acqua dolce associato a una grande varietà di ingredienti vegetali. Nei campioni compaiono semi di graminacee selvatiche come avena e orzo, semi di chenopodi, radici amidacee, tuberi, bulbi e diversi frutti spontanei. Alcune preparazioni contengono anche bacche, tra cui viburno, un frutto acidulo e astringente che diventa più gradevole dopo cottura prolungata. Le combinazioni indicano piatti articolati. Il........

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