La chiusura dello Stretto di Hormuz e i problemi energetici dell'Ue. Parlano Nicolazzi e Benedettini
Più il blocco logistico si prolunga più aumenta il rischio di inflazione e recessione. E attenzione all'offerta: la Cina ha abbastanza scorte per almeno un mese, ma se decidesse di non comprare dalla Russia allora "competerà con noi sui mercati rimasti aperti" dice il presidente dell'Isab
L'Iran chiude lo Stretto di Hormuz. Petrolio e gas salgono e torna il rischio inflazione
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I mercati non drammatizzano l'Iran
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“Più il blocco dello Stretto di Hormuz va avanti, più siamo nei guai”, dice al Foglio Massimo Nicolazzi, presidente di Isab, società che gestisce impianti di raffinazione e gassificazione. “Per 15 giorni possiamo reggere questo choc, perché poi i prezzi dell’energia si possono abbassare. Ma se comincia a prolungarsi, vedo inflazione. E se continua, recessione”. Le recenti stime della Bce confermano l’analisi di Nicolazzi: un aumento permanente dei prezzi del gas e petrolio di circa il 14 per cento provocherebbe una recessione del pil europeo (-0,1) e un aumento dell’inflazione di 0,5.
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