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La questione settentrionale non muore con Bossi, ma va ripensata

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21.03.2026

Oggi l’idea di una rappresentanza politica diretta del settentrione è stata abbandonata, ma non ci si deve rassegnare. Si tratta di ritessere la tela, di sostituire alle parole d’ordine del nordismo degli anni 90 centrate sulla secessione e il federalismo fiscale altre idee-forza

Umberto Bossi, l'ultimo eroe del Risorgimento

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Memoir Bossi. I leghisti della prima ora ricordano il Senatùr

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La domanda (cruda) può essere formulata così: con la scomparsa di Umberto Bossi va simbolicamente in archivio anche la questione settentrionale? La risposta più immediata porta inevitabilmente al sì per tutta una serie di concause che vale la pena analizzare. La prima e sicuramente più facile riporta alle vicende interne di quello che è stato il partito del nord: voluto da Bossi, rimasto fedele all’imprinting del capo sotto la leadership di Bobo Maroni e poi brutalmente stravolto dalla gestione di Matteo Salvini. Il segretario in carica ha infatti abbracciato l’idea di costruire una forza politica nazionale, che pur di sostenere la sua candidatura alla premiership arruolasse in giro per l’Italia tutto ciò che si poteva. Fino poi a battersi per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, un progetto che solo a nominarlo fa venire l’orticaria al tradizionale elettorato leghista delle valli del nord. Anche nel Pd in virtù dei ripetuti successi ottenuti alle amministrative delle........

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