Le post-verità dell’Anm nella campagna per il No
Dalle parole di Nicola Gratteri alle esitazioni di Mario Monti a Otto e mezzo, il confronto sulla riforma Nordio si smarrisce tra slogan e paure. Argomentazioni giuridiche pressoché inesistenti, contraddizioni, richiami emotivi. E da altri arrivano affermazioni irresponsabili
Le espressioni di Nicola Gratteri, assai riprovevoli in bocca a un comune cittadino, assumono toni eversivi se pronunciate da un magistrato del suo livello (anche se poi ha precisato dicendo che intendeva riferirsi ai soli calabresi, aggiungendo toni razzisti a quelli eversoidi!). Parlo d’altro: qualche sera fa mi sono trovato ad assistere a “Otto e mezzo”, la trasmissione di Lilli Gruber. L’ospite era il Senatore Mario Monti, che stimo e apprezzo sia come studioso di alta classe, sia per l’attività svolta dal suo governo. Non poteva mancare la domanda della conduttrice su come Monti avrebbe votato nel referendum sulla separazione delle carriere.
La risposta è stata interlocutoria: sto riflettendo; ulteriormente sollecitato dalla conduttrice, Monti aggiunge: voglio verificare nelle settimane che ci separano dal voto come la Meloni si comporterà nei rapporti con Trump. Da qui – lo confesso – una impennata del mio pessimismo. Ho temuto che, ancora una volta, sarebbe stato rilevante il giudizio non sull’oggetto del referendum ma sui soggetti che lo hanno promosso, non sul “testo” ma sul “contesto”, non sulla proposta ma sui proponenti. Come accadde con il referendum di Renzi, salvo poi assistere a lacrime di coccodrillo di quanti, pentiti, oggi rimpiangono quella scelta. Spero ancora, tuttavia, nella nota saggezza di Mario Monti.
Una pessima e avvelenata campagna referendaria, in cui i protagonisti dell’uno e dell’altro schieramento (pochi esclusi) hanno fin qui dato il peggio di sé stessi: da una parte il Sì associato a CasaPound e dall’altra il No associato ai picchiatori di Torino. Ma, a parte i rigurgiti indecenti, non solo ci si allontana sempre più dai contenuti del quesito referendario ma vanno prevalendo i toni di una squallida anticipazione della prossima consultazione politica, resa ancora più aspra dai provvedimenti che il governo ha ritenuto di assumere dopo gli incidenti di Torino. Le opposizioni sono sul piede di guerra al traino dell’Anm e l’attuale maggioranza sempre più interessata a muovere guerra ai magistrati.
Torno a ripeterlo ricorrendo alle risorse dell’ottimismo della volontà: non è quello che richiede la Costituzione, che........
