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Come finisce la guerra in Ucraina. Due ipotesi e un'Europa più forte

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18.02.2026

Firmare un accordo che favorisce la Russia o continuare a sostenere Kyiv. Per il nostro continente, tornare a essere un attore mondiale sarebbe un miracolo che dovremmo in larga parte alle sofferenze e alla resistenza ucraine

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La guerra in Ucraina è entrata in un momento critico e non solo perché le elezioni di novembre, che è forse possibile manipolare ma davvero difficile non tenere, spingono Donald Trump a fare pressioni fortissime su Kyiv perché chiuda un accordo che potrebbe presentare come una sua vittoria.

Per la prima volta sono infatti in campo, anche all’interno di quello che era l’occidente che davamo per scontato, due ipotesi diverse su come la guerra potrebbe finire. Al contrario dei sogni di fine 2022 che pensavano a una sconfitta sul campo – certo desiderabile ma assai improbabile oltre che pericolosa – di un aggressore che aveva migliaia di testate nucleari, entrambe sono dotate di una qualche credibilità. Ed è anche significativo che Mosca sembri non avere una propria soluzione che non sia la ripetizione del già detto, il che equivale ad ammettere che non è messa bene, e non solo per ragioni interne visto che sta rapidamente perdendo alcuni dei suoi sostenitori chiave nel mondo.

La prima ipotesi è quella di Trump: firmare un accordo che favorisce la Russia, anche se non completamente perché non si vogliono alienare i molti sostenitori di Kyiv tanto negli Stati Uniti quanto in un’Europa che, malgrado tutto, non si vuol perdere. Mosca, in difficoltà, sarebbe pronta a accettare qualche compromesso e soprattutto promette di più in termini di rapporti economici a una Washington che vorrebbe anche staccarla il più possibile dalla Cina, che ritiene il vero nemico perché rappresenta la prima seria minaccia alla sua ormai quasi secolare supremazia.

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La seconda è quella maturata in Ucraina e in una parte significativa dei gruppi dirigenti politici europei soprattutto dopo l’elezione di Trump, le tensioni che essa ha provocato e le evidenti difficoltà di Mosca su un fronte che non riesce a sfondare malgrado condizioni divenute da un anno eccezionalmente favorevoli. La sua sostanza è questa: Putin è in gravi difficoltà economiche, militari, demografiche e anche di posizionamento internazionale. Si calcola per esempio che la Russia abbia già perso, tra morti, feriti e malati, più di 1,2 milioni di uomini, tra cui almeno 300 mila morti, e perda oggi circa 8-10 mila uomini alla settimana, uno sforzo che è difficile reggere, tanto più che la mobilitazione patriottica è fallita e si tratta di volontari retribuiti, per cui è........

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