Botta e risposta nella capitale tra Meliadò e Bartolozzi. Il leader dell'Anm Parodi schiva le polemiche nel capoluogo lombardo. E a Napoli Mantovano "incontra" Gratteri
Chi pensava che la celebrazione dell’anno giudiziario nei vari Distretti filasse liscia si è sbagliato. Anche se quest’anno le toghe non hanno attaccato al petto la spilla tricolore, né agitato la Costituzione in mano e voltato le spalle ai rappresentanti del Governo come lo scorso anno, non sono mancate affatto le scintille. Soprattutto in Corte di Appello a Roma, dove il capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, Giusy Bartolozzi, abbandonando per qualche minuto il copione del suo intervento ha attaccato il presidente del Corte Giuseppe Meliadò.
Il “patto fra magistratura e società si spezza” se “si confonde l’indirizzo interpretativo della legge con l’indirizzo politico di governo”, “si apre una crepa nella credibilità complessiva delle istituzioni” e “si crea un cortocircuito nelle forme in cui si esercita la volontà popolare, che vincola il giudice solo nelle forme obiettive della legge e nei limiti segnati dal rispetto dei diritti fondamentali e del principio di eguaglianza, che devono essere garantiti nei confronti di qualsiasi maggioranza”, ha sottolineato quest’ultimo nella sua relazione. Poi la frase che ha suscitato la reazione di Bartolozzi: “Ridurre il complesso di questi interrogativi nella formula dell’ ‘invasione di campo’ dei giudici in danno della politica è francamente fuorviante e lascia in ombra la risposta da dare all’interrogativo che tutti li sintetizza - ha scandito Meliadò -, e cioè se vi possa essere una democrazia effettiva (che riconosca limiti e contrappesi) senza una magistratura indipendente e se una magistratura indipendente possa sopravvivere in assenza di un clima di temperanza istituzionale e di tolleranza reciproca”.
“La formula ‘invasione di campo’ è fuorviante? Io semmai mi sarei aspettata un appello a tutti, alla politica e alla magistratura, a stare nei propri ruoli”, ha replicato il braccio destro di Nordio. Che ha proseguito: “Non ho sentito una levata di scudi contro le dichiarazioni di un autorevole rappresentante dell’Associazione nazionale magistrati contro l’attività del Parlamento”. “Il giudice - ha aggiunto -, pronuncia nel nome del popolo italiano, ma non lo rappresenta. Il popolo italiano è rappresentato dal parlamento che fa le leggi. Quindi il giudice applica le leggi e rimane nei limiti della legge”. Bartolozzi termina: “Per cui accolgo il suo appello. Ma il limite della continenza e........
